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Ciclismo

Un caloroso benvenuto a tutti gli appassionati di Ciclismo.
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Parleremo del Ciclismo nei suoi lati positivi o meno, scavando nella realtà dei fatti. Ci batteremo insieme per un ciclismo pulito e trasparente, sarà la strada a dare giudizi.

Sella, un altro numero! Contador a un passo da Milano
 
31-05-2008 20:04 Marco Chiucchi

 Emanuele Sella ha vinto la 20.a tappa del Giro d’Italia, la Rovetta-Tirano di 224 km. Tappa emozionante che ha favorito Alberto Contador, bravo a tenere botta agli attacchi degli inseguitori sulle salite di Gavia e Mortirolo. Il primo attacco di giornata arriva da Bosisio, che dopo circa 70 km di corsa parte e accumula un vantaggio di circa 20’’ sul gruppo. Il ciclista azzurro resta in fuga per circa 20 km, ma viene ripreso dal plotone, che vede pero` staccarsi di nuovo Perez Cuapio, che passa sul Gavia con 4’54’’ di vantaggio sulla maglia rosa. All’inseguimento del messicano della Csf-Navigare si lanciano Baliani e Colom, che riprendono il fuggitivo appena dopo la quarta ora di corsa. Nel frattempo il Giro vede il ritiro di uno dei protagonisti annunciati alla vigilia, ovvero quell’Andreas Kloeden (Astana), che sulla Cima Coppi lascia la maglia rosa Contador senza uno dei suoi compagni piu` forti. Appena prima del tanto temuto Mortirolo si stacca dal terzetto Perez Cuapio, stanco dall’azione in solitaria portata avanti ad inizio frazione.

Nel frattempo anche Baliani non regge i ritmi dello spagnolo dell’Astana e deve mollare il colpo, mentre dietro si susseguono scatti (Simoni e Sella su tutti) che pero` non mettono in difficolta` Contador. A meta` salita Colom mantiene 2’ di vantaggio sulla maglia rosa e 30’’ su Baliani, mentre Contador marca a ‘uomo’ Ricco`, che prova la gamba dello spagnolo con continui allunghi. Chi invece perde terreno e` Danilo Di Luca, che paga la bella quanto faticosa prova di ieri, e vede scappare i suoi avversari. Sul Mortirolo Colom scollina con 40’’ di vantaggio sul gruppo della maglia rosa (che comprende, tra gli altri anche Sella, Simoni e Ricco`), con il ‘killer’ che accusa 2’02’’ di gap dal battistrada (a 1’ circa da Colom Bruseghin, 1’36’’ per Pellizzotti).

Durante la discesa (tecnica e difficile, ma affrontata con l’asfalto fortunatamente quasi completamente asciutto), rientrano nel gruppo dei migliori Pellizzotti e Bruseghin, mentre Colom perde tutto il suo vantaggio e viene raggiunto. Ci si gioca cosi` tutto nei 15 km di salita dell’Aprica (pendenze che vanno dal 3 al 9%). Sella attacca immediatamente e fa il vuoto: solo Simoni (a 30’’) e Gutierrez (54’’) cercano l’inseguimento, con il folletto della Csf Navigare che prende immediatamente un vantaggio consistente sul gruppo maglia rosa (1’04’’) quando mancano pochi km ai 1173 m della vetta.

Intanto Di Luca cede definitivamente il colpo e passa sull’Aprica con ben 4’15’’ di ritardo. Simoni (Diquigiovanni) dal canto suo accusa 1’10’’ dal battistrada, con il gruppo di Contador (capeggiato da Ricco`) che passa il Gpm 1’40’’ dopo il piccolo scalatore della Csf. Nei 10km finali Sella mantiene con costanza il vantaggio e va ad alzare le braccia al cielo per la terza volta in questo Giro sul traguardo di Tirano (6h52`45``). Il veneto precede all’arrivo Gilberto Simoni (a 1`04``), Rodriguez (1`22``), con il gruppo della maglia rosa che giunge a 1`30`` dai battistrada regolati da Ricco`.

Per Sella si tratta della 15.a vittoria in carriera, la quarta stagionale. Il 27enne vicentino aveva gia` conquistato, in questo Giro d’Italia, la 14.a e la 15.a tappa, compiendo una vera e propria impresa, con 330 km di fuga in due giorni. In classifica generale Sella guadagna una manciata di secondi sui primi assestandosi in quinta piazza, con Bruseghin (Lampre) che guadagna il podio virtuale visto il crollo di Di Luca (giunto a 5`27``). Contador, che mantiene inalterato il vantaggio di 4’’ in classifica generale su Ricco`, ipoteca cosi` la vittoria del suo primo Giro d’Italia, in attesa della cronometro di domani, la Cesano Maderno-Milano (30 km), che chiudera` la 91.a edizione della corsa rosa. E visto come va forte lo spagnolo dell’Astana, puo` pensare di perdere la maglia di leader solo con un suicidio sportivo.


(R. Datasport, DTS)

Riccò e Di Luca mandano in crisi Contador. Tappa a Kiryenka
 
30-05-2008 21:05 Marco Chiucchi

 Lo scontro si accende sulle strade che portano da Legnano al Monte Pora, 238 km, dieci in più rispetto al tracciato disegnato sulla mappa consegnata ai corridori. Un piccolo disguido, forse decisivo per l'economia della corsa.

La prima parte della tappa è completamente pianeggiate fino ai piedi del Passo del Vivione, una salita lunga 20 km, interminabile, con una discesa altrettanto lunga. Poi il Colle della Presolana da affrontare, prima dell'arrivo sul Monte Pora. La distanza rende ancora più dure le rampe dalle dolci pendenze che altrimenti non avrebbero dato lo spettacolo che abbiamo potuto goderci in quella che non è azzardato definire, la tappa più avvinciente degli ultimi dieci anni del Giro.

Il maltempo imperversa lungo tutto il percorso e rende impossibili le riprese dell'ascesa sul Passo del Vivione, li dove Sella in compagnia di Perez Cuapio ha provato ad animare la corsa, senza risultati.

Gli infaticabili avventurieri sembrano molto fortunati perchè l'Astana non ha nessuna intenzione di andarli a riprendere, Contador si mette sulla difensiva, e lascia ai battistrada un vantaggio addirittura superiore ai 20'.

I più brillanti sono Vasil Kiryenka, Nicki Sorensen, Alexander Efimkin e Steve Cummings. Staccano i loro compagni di fuga e collaborano fino all'imbocco della Presolana dove il bielorusso Kiryenka stacca tutti, resistendo anche alla tenacia di Alexander Efimkin.
Il vantaggio sul gruppo favoriti è notevole, Kiryenka vince in solitario la tappa, centrando il suo primo successo al Giro D'Italia e ottenendo la prima vittoria stagionale. Kiryenka corre per la Tinkoff e si era messo in luce arrivando due volte secondo, sempre con tentativi da lontano, dimostrando ottime doti di fondo e abilità nella gestione delle forze. Festeggia un importante successo che solleva la Tinkoff da critiche, visto il completo fiasco di Petrov, Mazzanti e Ignatyev.

Purtroppo per Kiryenka le sue azioni passano in secondo piano di fronte alla splendida melodia orchestrata dalla Lpr di Bordonali e dal duetto Di Luca-Savoldelli. In primis è proprio Danilo Di Luca ad attaccare la Maglia Rosa Alberto Contador, e non lo fa in salita, bensì lungo la pericolosa discesa del Passo Vivione. L'asfalto è completamente bagnato, la strada stretta e le molte curve sono il terreno adatto per guadagnare senza esporsi a sforzo fisico.

Un pò sorpreso il Falco Savoldelli recupera posizioni e si lancia con il suo compagno di squadra in picchiata verso l'impresa. Con loro c'è Vincenzo Nibali il corridore della Liquigas, assegnato come stopper su Di Luca.

I tre guadagnano subito una trentina di secondi e il vantaggio aumenta nell'ultimo tratto di discesa, arrivando a toccare il minuto.
Contador è smarrito e cerca di riorganizzare l'inseguimento con l'aiuto dei compagni Colom e Kloden, pronti a dare un grande contributo al loro capitano. Savoldelli si sacrifica completamente per Di Luca, tira fino allo sfinimento portando il suo capitano ai piedi della Presolana con 2' di vantaggio sul gruppo Contador. Anche Ermeti gregario della Lpr, presente nella fuga di giornata, viene fermato dal direttore sportivo, da il massimo per Di Luca prima di cedere definitivamente.
Di Luca prende l'iniziativa sulla Presolana, seguito a pochi metri da Nibali, mantiene il vantaggio pressochè invariato e prosegue l'azione in solitario, staccando definitivamente il corridore della Liquigas, verso l'arrivo del Monte Pora. E' un Di Luca splendido, riprende qualche fuggitivo di giornata e chiude secondo dietro Kiryenka, prendendo così anche 12" di abbuono.

Il gruppo Maglia Rosa perde unità nella salita del Monte Pora, cedono i gragari Astana, prima Colom poi Kloden. Ora il destino della maglia rosa è nelle mani di Contador.
Lo spagnolo accellera, vuole dimostrare di essere lui il più forte. Cede di sasso Simoni che si stacca inesorabilmente, una crisi nera che nessuno si aspettava, il giro di Simoni sfuma alla 19° tappa.

Sella risponde con violenza alla sparata di Contador, cede qualcosa Bruseghin, davanti rimangono Sella, Pozzovivo, Riccò, Van Den Broeck, Pellizotti e Menchov.

Nessuno però sembra attaccare seriamente, Bruseghin si riaccoda. Quando cala l'andatura avanza Riccardo Riccò e scatta con tutte le sue forze, Contador e Sella provano a resistere, ma perdono metro dopo metro. Un attacco che fa molto male, Contador va fuori giri e rischia di saltare. Sella non può seguire Riccò e così mette a tirare Pozzovivo. Contador può riprendere fiato e con la collaborazione sia della Csf che di Pellizotti, riuscirà all'arrivo a mantenere la maglia rosa per 4 miseri secondi.

Riccardò Riccò dimostra che non è solo un talento ma uno dei migliori scalatori italiani, per vederlo al vertice non bisogna aspettare la sua completa maturazione, Riccò è già capace di staccare campioni vincitori di Tour e Vuelta, come sono Contador e Menchov.
Dalla morte di Pantani che l'Italia intera aspettava un corridore capace di infiammare il pubblico, Riccardo Riccò corre per vincere, per dare spettacolo e spesso per fare polemica.

A noi piace così con le sue forze e le sue debolezze, a volte le parole non sono accompagnate dai fatti, nel caso del Cobra di Formigine non possiamo incolparlo di nulla.
In 4 km guadagna 37" su Contador e sfiora la maglia, domani ci proverà di sicuro e sul Mortirolo vogliamo rivederlo con le mani basse sul manubrio, danzando sui pedali, proprio come il nostro caro Marco Pantani.

Danilo Di Luca con la sua azione passa in terza posizione nella classifica generale ed è vicinissimo a Contador, lo separano solo 21". Marzio Bruseghin mantiene la quarta posizione a 2' netti da Contador, aspettando la cronometro di Milano. Pellizotti è 5° a 2'05" domani è l'ultima occasione per provare a vincere il Giro, mentre Menchov potrà difendersi puntanto tutto sulla cronometro conclusiva, ora è 6° a 2'47".

Risale in settima posizione Emanuele Sella a 4'25", lui domani attaccherà sicuramente per cercare di salire sul podio. Simoni perde molte posizioni nella generale, ora è decimo a 7'18".

Domani la penultima tappa da Rovetta a Tirano, 224 km, da affrontare il Gavia, Cima Coppi a 2612 metri, il Mortirolo e l'Aprica. Sarà una corsa accesissima e il duo italiano Riccardo Riccò e Danilo Di Luca ne promettono delle belle.

Voigt se ne va tutto solo e vince. Bettini a secco
 
29-05-2008 16:45 Marco Chiucchi

 Il Giro d'Italia si sta per avvicinare alla conclusione, siamo in piena terza settimana ed esclusa la tappa odierna, ci sono solo tre tappe a separare Contador dal successo conclusivo di Milano.
Il percorso della 18° tappa, quella odierna, è senza dubbio interessante poichè congiunge rispettivamente le città che daranno vita ai mondiali 2009, Mendrisio, e 2008, Varese.
Nel finale verrà così sperimentato il circuito di Varese su cui si terrà la prova iridata.
Molto motivato è Paolo Bettini, alla disperata ricerca del successo, sfortunato e inconcludente nelle precedenti dieciassette tappe, è deciso a sfruttare l'ultima possibilità che gli si presenta. Il profilo della tappa è favorevole alle sue caratteristiche ma i problemi di salute lo costringono comunque a vivere l'evento da spettatore.
Bettini, nonostante le sue condizioni respiratorie non ottimali, ci prova lo stesso e insieme ad altri corridori, battezza la fuga di giornata.
Sono in undici, un numero sufficiente per andare all'arrivo, l'Astana sembra fin dai primi km interessata a lasciare campo libero.
Nella testa della corsa ci sono corridori di assoluto rilievo, oltre a Bettini e al suo compagno di squadra Giovanni Visconti, sono presenti Daniele Bennati, Joaquim Rodriguez, Jens Voigt, Gabriele Bosisio, Rinaldo Nocentini, Ardila Cano, Cardenas e il giovane Spilak della Lampre.

Collaborano fino a Varese, poi la scintilla si accende quando Jens Voigt prova ad allungare ai meno 36 km dall'arrivo, le sue caratteristiche di ottimo passista gli permettono di mantenere il distacco sugli inseguitori, pochi secondi, quelli che bastano. Dietro si guardano un pò troppo, mentre Voigt a testa bassa mulina i suoi lunghi rapporti.
Guadagna 40" e a questo punto si muove Bosisio, seguito da Visconti e da Nocentini. I tre si isolano dal resto degli inseguitori e provano a rientrare, collaborano tutti all'azione. Voigt però non cede un secondo e dopo qualche km il vantaggio è invariato. Così i tre si rialzano e amministrano il distacco sui compagni di fuga rimasti attardati, cercano di salvare la gamba per giocarsi allo sprint almeno il piazzamento.

Voigt continua ad andare a tutta e aumenta il vantaggio assicurandosi la vittoria di tappa. Un successo al Giro d'Italia nel modo in cui Voigt preferisce, un azione di potenza che lascia l'amaro in bocca soprattutto a Bennati, giunto quinto all'arrivo, dopo aver regolato la volata su Bettini.

Per il tedesco Jens Voigt è il primo successo al Giro D'Italia, proprio quello che serviva per dare ancora più lustro alla sua carriera, a 36 anni il corridore della Csc dimostra ancora di avere qualche cartuccia da sparare, oggi lo ha fatto.

In seconda posizione è passato Giovanni Visconti, un pò deluso per non essersi giocato la vittoria come voleva. Non dovevano lasciar partire Voigt, un errore che poteva essere evitato. Terzo Nocentini, quarto Bosisio.

Il gruppo dei migliori arriva con 7'51" da Voigt, un vantaggio simile permette a Cardenas, corridore Barloworld presente nella fuga, di salire nelle posizioni della generale all'undicesima posizione. Il resto rimane invariato e i grandi rimandano la sfida ai prossimi giorni.

Entriamo nella parte calda della competizione con la tre giorni finale, venerdi e sabato tappe alpine, domenica la cronometro conclusiva di Milano.
Domani i corridori partiranno da Legnano e dovranno percorrere 228 km per arrivare in cima all'inedito Monte Pora, in sè non una salita durissima, 6,4 km al 6,8%; ma difficile da affrontare dopo il Passo del Vivione (19,8 km al 6,9%) e la Presolana (4,8 km all' 8,2%).
Sicuramente Contador dovrà tenere gli occhi aperti, le insidie sono sempre dietro l'angolo e Simoni in questi casi si sente chiamato in causa. Riccò potrebbe pagare d' inesperienza. Aggiungiamo l'incognita Pellizotti e la voglia di rivincita di Danilo Di Luca.
Sono molti i quesiti che domani potrebbero trovare risposta, l'ago della bilancia però sarà il piccolo Emanuele Sella, in molti si aspettano una sua azione per deporre lo spagnolo dal trono d'Italia.
Cavendish regala la tappa a Greipel
 
28-05-2008 17:32 Marco Chiucchi

 (AGM-DS) - Milano, 28 maggio - Il tedesco Andre` Greipel ha vinto la 17.a tappa del Giro d`Italia, di 146 km da Sondrio a Locarno. Il corridore della High Road si e` imposto allo sprint con il davanti al suo compagno di squadra Mark Cavendish e alla maglia ciclamino Daniele Bennati. Ma diciassettesima frazione viene movimentata, fin dalle prime battute dalla fuga di tre corridori. Dopo appena 10 chilometri, infatti, Huguet, Gavazzi e Ignatiev staccano il gruppo, riuscendo a conquistare un vantaggio che supera gli otto minuti, ma alle loro spalle il gruppo rinviene. Quando mancano 25 chilometri alla conclusione Huguet si rialza e viene riassorbito dal gruppo. Stessa sorte accade a Gavazzi poco dopo. Resta in testa il russo Ignatiev, con un vantaggio di 40 secondi. Il corridore della Tinkoff viene raggiunto da Voigt a cinque chilometri dalla conclusione. La fuga dei due dura lo spazio di un mille metri e il gruppo si presenta compatto sul traguardo di Locarno.

Il treno della High Road si mette al comando per tirare la volata a Cavendish, ma l’australiano, ancora in seconda posizione a 100 metri dall’arrivo, copre le spalle a Greipel dal ritorno di Bennati e regala al tedesco la prima vittoria dopo i 4 sprint vittoriosi del Tour Down Under (corsa che si disputa in Australia a gennaio, nell’occasione si aggiudico` anche la classifica finale) che gli valsero il soprannome di ‘gorilla’. Nessun cambiamento di rilievo in classifica generale, con lo spagnolo Alberto Contador che conserva la maglia rosa.

Domani la 18° tappa da Mendrisio a Varese, 147 km. Un percorso che unisce rispettivamente le città che ospiteranno i mondiali 2009 e 2008. Profilo ondulato con il Gpm del Brinzio e gli ultimi 17,3 km sono proprio il circuito della prova iridata di quest’anno: ci sono le salite del Montello 1,1 km, 6,8% e dei Ronchi 3 km, 4,6%, che termina poco dopo l’ultimo chilometro.

(R. Datasport, DTS)
Pellizotti sorprende, Sella sfiora il tris. Simoni c'è!
 
26-05-2008 17:17 Marco Chiucchi

 Il trittico infernale delle Dolimiti si conclude con la cronometro individuale di Plan de Corones, una cronoscalata breve, ma dalle pendenze importanti se non impossibili.
Il Giro d'Italia se lo giocano in parecchi e la tappa odierna modifica la classifica generale, rilanciando chi sembrava in difficoltà.

Dopo 12,9 km di salita, con gli ultimi 6 km in sterrato, è Franco Pellizotti il più veloce, affronta le tremende rampe verso Plan De Corones a 19,142 km/h, impiegando 40'26".
Nell' intertempo del km 7,6 Franco Pellizotti aveva 22" di distacco da un fantastico, ancora oggi, Emanuele Sella.
La lotta per la vittoria di tappa è tra loro due, però il delfino di bibione è davvero inesorabile nel tratto sterrato e recupera tutto il distacco arrivando davanti a Sella per 6".
Il biondo corridore della Liquigas, dopo aver indossato la maglia rosa, centra un successo importantissimo, batte i migliori scalatori in circolazione e rientra nel discorso podio. Il sogno sarebbe quello di arrivare a Milano in Maglia Rosa, ma un posto sul podio sarebbe comunque un successo.

Un vincitore inaspettato anche se in realtà Franco Pellizotti aveva animato già da ieri la corsa, provando a prendere l'iniziativa sul Passo Giau.
Non è certo inattesa la prestazione di Emanuele Sella, il vincitore reale della campagna Dolomitica, capace di volare ancora sui pedali. Segna il miglior tempo nella prima parte della salita fino al Furcia, nessuno riuscirà a fare meglio di lui. Nel finale perde dallo straordinario Pellizotti e giunge secondo, avrebbe preferito certamente centrare una storica tripletta ma è stato comunque un protagonista indimenticabile.
L'ottimo tempo fatto registrare oggi gli permette di recuperare posizioni in classifica generale, risale in ottava posizione con un distacco di 4'25". Magari il miglior scalatore di questo giro, saprà ancora regalare emozioni anche sulle alpi.

Il podio della tappa è tutto italiano, terzo arriva un concentrato Gilberto Simoni, il migliore tra i big, guadagna cinque secondi su Contador e 13" su Riccò.
Risale la generale a 1'21" da Contador, è terzo e promette battaglia.

La sfida principale è stata senza dubbio tra la Maglia Rosa Contador e la Maglia Bianca, miglior giovane, Riccardo Riccò.
La sfida entusiasma, l'idolo spagnolo contro l'astro nascente del ciclismo italiano. Danilo Di Luca quasi sembra finire in terzo piano. La lotta alla maglia rosa coinvolge il pubblico. Lo spagnolo sale in agilità ad elevate frequenze di pedalata, mentre il romagnolo sceglie la potenza e spesso si alza sui pedali.
Il corridore Astana nel primo intertempo ha una manciata di secondi di vantaggio su Riccò, i corridori quasi si equivalgono e al traguardo lo spagnolo rosicchia 8". Pochi ma importanti nella strana economia del Giro d'Italia.
Lo spagnolo si ritiene soddisfatto del risultato e prosegue in tranquillità verso Milano, avrà tempo per riposarsi già domani, poi dovrà difendere 41" dall'attacco del cobra.

Crollano Danilo Di Luca e Denis Menchov, il discorso Maglia Rosa per loro non è però ancora chiuso. Entrambi perdono più di un minuto dal terzetto Simoni, Contador, Riccò.
Di Luca scende in sesta posizione a 2'18" da Contador, è scavalcato anche da Pellizotti. Menchov è settimo a 2'47".

Marzio Bruseghin regge a denti stretti, perde un minuto da Pellizotti e difende la quarta posizione in classifica, il capitano della Lampre tenterà di reggere sulle salite alpine e incidere poi nella cronometro conclusiva di Milano.

Domani turno di riposo, ci sarà tempo per rifiatare e per recuperare le forze. Le emozioni che finora il giro ci ha dato lasciano ancora dei grandi punti interrogativi. La corsa non è finita, manca l'ultima settimana e ancora molto deve essere detto. Ci aspettanno Gavia, Mortirolo e Presolana.
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Cos' è il ciclismo

Cos è il ciclismo? Ciclismo è vita, ciclismo è passione, ciclismo è sacrificio! Il ciclismo è uno sport molto impegnativo, che però trasmette emozioni stupende! Il ciclismo è uno sport affascinante che ha mille sfacciettature; il ciclismo esiste in varie categorie ( ciclismo da strata, ciclismo in pistoia, ciclismo amatoriale, Mountin Bike ... ), ma ciò che più conta è il senso del ciclismo! Il ciclismo, a livello agonistico, non è paragonabile ad altri sport; il ciclismo è coinvolgente, il ciclismo è passione! In una gara di ciclismo, come il Giro d'Italia, gli appassionati urlano insieme, applaudono i vari corridori, non solo il proprio campione! Il Ciclismo non è da intendere solo come sport, ma come stile di vita, anche perchè comporta molti sacrifici, che però sono ripagati.

Detta questa breve introduzione sul Ciclismo vogliamo dire che non si può sporcare uno sport così bello, il ciclismo deve essere pulito! Il ciclismo deve dare l'esempio agli altri sport, e non andare a finire come gli altri!

IL CICLISMO E’ FATICA - IL CICLISMO E’ FESTA - Il CICLISMO E’ SOFFERENZA - IL CICLISMO E’ AMARE TUTTO QUESTO - IL CICLISMO E’ CREDERCI; SEMPRE…COMUNQUE - IL CICLISMO NON PERDONA CHI BARA - IL CICLISMO E’ PASSIONE

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