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Ciclismo

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Riccò e Di Luca mandano in crisi Contador. Tappa a Kiryenka
 
30-05-2008 21:05 Marco Chiucchi

 Lo scontro si accende sulle strade che portano da Legnano al Monte Pora, 238 km, dieci in più rispetto al tracciato disegnato sulla mappa consegnata ai corridori. Un piccolo disguido, forse decisivo per l'economia della corsa.

La prima parte della tappa è completamente pianeggiate fino ai piedi del Passo del Vivione, una salita lunga 20 km, interminabile, con una discesa altrettanto lunga. Poi il Colle della Presolana da affrontare, prima dell'arrivo sul Monte Pora. La distanza rende ancora più dure le rampe dalle dolci pendenze che altrimenti non avrebbero dato lo spettacolo che abbiamo potuto goderci in quella che non è azzardato definire, la tappa più avvinciente degli ultimi dieci anni del Giro.

Il maltempo imperversa lungo tutto il percorso e rende impossibili le riprese dell'ascesa sul Passo del Vivione, li dove Sella in compagnia di Perez Cuapio ha provato ad animare la corsa, senza risultati.

Gli infaticabili avventurieri sembrano molto fortunati perchè l'Astana non ha nessuna intenzione di andarli a riprendere, Contador si mette sulla difensiva, e lascia ai battistrada un vantaggio addirittura superiore ai 20'.

I più brillanti sono Vasil Kiryenka, Nicki Sorensen, Alexander Efimkin e Steve Cummings. Staccano i loro compagni di fuga e collaborano fino all'imbocco della Presolana dove il bielorusso Kiryenka stacca tutti, resistendo anche alla tenacia di Alexander Efimkin.
Il vantaggio sul gruppo favoriti è notevole, Kiryenka vince in solitario la tappa, centrando il suo primo successo al Giro D'Italia e ottenendo la prima vittoria stagionale. Kiryenka corre per la Tinkoff e si era messo in luce arrivando due volte secondo, sempre con tentativi da lontano, dimostrando ottime doti di fondo e abilità nella gestione delle forze. Festeggia un importante successo che solleva la Tinkoff da critiche, visto il completo fiasco di Petrov, Mazzanti e Ignatyev.

Purtroppo per Kiryenka le sue azioni passano in secondo piano di fronte alla splendida melodia orchestrata dalla Lpr di Bordonali e dal duetto Di Luca-Savoldelli. In primis è proprio Danilo Di Luca ad attaccare la Maglia Rosa Alberto Contador, e non lo fa in salita, bensì lungo la pericolosa discesa del Passo Vivione. L'asfalto è completamente bagnato, la strada stretta e le molte curve sono il terreno adatto per guadagnare senza esporsi a sforzo fisico.

Un pò sorpreso il Falco Savoldelli recupera posizioni e si lancia con il suo compagno di squadra in picchiata verso l'impresa. Con loro c'è Vincenzo Nibali il corridore della Liquigas, assegnato come stopper su Di Luca.

I tre guadagnano subito una trentina di secondi e il vantaggio aumenta nell'ultimo tratto di discesa, arrivando a toccare il minuto.
Contador è smarrito e cerca di riorganizzare l'inseguimento con l'aiuto dei compagni Colom e Kloden, pronti a dare un grande contributo al loro capitano. Savoldelli si sacrifica completamente per Di Luca, tira fino allo sfinimento portando il suo capitano ai piedi della Presolana con 2' di vantaggio sul gruppo Contador. Anche Ermeti gregario della Lpr, presente nella fuga di giornata, viene fermato dal direttore sportivo, da il massimo per Di Luca prima di cedere definitivamente.
Di Luca prende l'iniziativa sulla Presolana, seguito a pochi metri da Nibali, mantiene il vantaggio pressochè invariato e prosegue l'azione in solitario, staccando definitivamente il corridore della Liquigas, verso l'arrivo del Monte Pora. E' un Di Luca splendido, riprende qualche fuggitivo di giornata e chiude secondo dietro Kiryenka, prendendo così anche 12" di abbuono.

Il gruppo Maglia Rosa perde unità nella salita del Monte Pora, cedono i gragari Astana, prima Colom poi Kloden. Ora il destino della maglia rosa è nelle mani di Contador.
Lo spagnolo accellera, vuole dimostrare di essere lui il più forte. Cede di sasso Simoni che si stacca inesorabilmente, una crisi nera che nessuno si aspettava, il giro di Simoni sfuma alla 19° tappa.

Sella risponde con violenza alla sparata di Contador, cede qualcosa Bruseghin, davanti rimangono Sella, Pozzovivo, Riccò, Van Den Broeck, Pellizotti e Menchov.

Nessuno però sembra attaccare seriamente, Bruseghin si riaccoda. Quando cala l'andatura avanza Riccardo Riccò e scatta con tutte le sue forze, Contador e Sella provano a resistere, ma perdono metro dopo metro. Un attacco che fa molto male, Contador va fuori giri e rischia di saltare. Sella non può seguire Riccò e così mette a tirare Pozzovivo. Contador può riprendere fiato e con la collaborazione sia della Csf che di Pellizotti, riuscirà all'arrivo a mantenere la maglia rosa per 4 miseri secondi.

Riccardò Riccò dimostra che non è solo un talento ma uno dei migliori scalatori italiani, per vederlo al vertice non bisogna aspettare la sua completa maturazione, Riccò è già capace di staccare campioni vincitori di Tour e Vuelta, come sono Contador e Menchov.
Dalla morte di Pantani che l'Italia intera aspettava un corridore capace di infiammare il pubblico, Riccardo Riccò corre per vincere, per dare spettacolo e spesso per fare polemica.

A noi piace così con le sue forze e le sue debolezze, a volte le parole non sono accompagnate dai fatti, nel caso del Cobra di Formigine non possiamo incolparlo di nulla.
In 4 km guadagna 37" su Contador e sfiora la maglia, domani ci proverà di sicuro e sul Mortirolo vogliamo rivederlo con le mani basse sul manubrio, danzando sui pedali, proprio come il nostro caro Marco Pantani.

Danilo Di Luca con la sua azione passa in terza posizione nella classifica generale ed è vicinissimo a Contador, lo separano solo 21". Marzio Bruseghin mantiene la quarta posizione a 2' netti da Contador, aspettando la cronometro di Milano. Pellizotti è 5° a 2'05" domani è l'ultima occasione per provare a vincere il Giro, mentre Menchov potrà difendersi puntanto tutto sulla cronometro conclusiva, ora è 6° a 2'47".

Risale in settima posizione Emanuele Sella a 4'25", lui domani attaccherà sicuramente per cercare di salire sul podio. Simoni perde molte posizioni nella generale, ora è decimo a 7'18".

Domani la penultima tappa da Rovetta a Tirano, 224 km, da affrontare il Gavia, Cima Coppi a 2612 metri, il Mortirolo e l'Aprica. Sarà una corsa accesissima e il duo italiano Riccardo Riccò e Danilo Di Luca ne promettono delle belle.

Voigt se ne va tutto solo e vince. Bettini a secco
 
29-05-2008 16:45 Marco Chiucchi

 Il Giro d'Italia si sta per avvicinare alla conclusione, siamo in piena terza settimana ed esclusa la tappa odierna, ci sono solo tre tappe a separare Contador dal successo conclusivo di Milano.
Il percorso della 18° tappa, quella odierna, è senza dubbio interessante poichè congiunge rispettivamente le città che daranno vita ai mondiali 2009, Mendrisio, e 2008, Varese.
Nel finale verrà così sperimentato il circuito di Varese su cui si terrà la prova iridata.
Molto motivato è Paolo Bettini, alla disperata ricerca del successo, sfortunato e inconcludente nelle precedenti dieciassette tappe, è deciso a sfruttare l'ultima possibilità che gli si presenta. Il profilo della tappa è favorevole alle sue caratteristiche ma i problemi di salute lo costringono comunque a vivere l'evento da spettatore.
Bettini, nonostante le sue condizioni respiratorie non ottimali, ci prova lo stesso e insieme ad altri corridori, battezza la fuga di giornata.
Sono in undici, un numero sufficiente per andare all'arrivo, l'Astana sembra fin dai primi km interessata a lasciare campo libero.
Nella testa della corsa ci sono corridori di assoluto rilievo, oltre a Bettini e al suo compagno di squadra Giovanni Visconti, sono presenti Daniele Bennati, Joaquim Rodriguez, Jens Voigt, Gabriele Bosisio, Rinaldo Nocentini, Ardila Cano, Cardenas e il giovane Spilak della Lampre.

Collaborano fino a Varese, poi la scintilla si accende quando Jens Voigt prova ad allungare ai meno 36 km dall'arrivo, le sue caratteristiche di ottimo passista gli permettono di mantenere il distacco sugli inseguitori, pochi secondi, quelli che bastano. Dietro si guardano un pò troppo, mentre Voigt a testa bassa mulina i suoi lunghi rapporti.
Guadagna 40" e a questo punto si muove Bosisio, seguito da Visconti e da Nocentini. I tre si isolano dal resto degli inseguitori e provano a rientrare, collaborano tutti all'azione. Voigt però non cede un secondo e dopo qualche km il vantaggio è invariato. Così i tre si rialzano e amministrano il distacco sui compagni di fuga rimasti attardati, cercano di salvare la gamba per giocarsi allo sprint almeno il piazzamento.

Voigt continua ad andare a tutta e aumenta il vantaggio assicurandosi la vittoria di tappa. Un successo al Giro d'Italia nel modo in cui Voigt preferisce, un azione di potenza che lascia l'amaro in bocca soprattutto a Bennati, giunto quinto all'arrivo, dopo aver regolato la volata su Bettini.

Per il tedesco Jens Voigt è il primo successo al Giro D'Italia, proprio quello che serviva per dare ancora più lustro alla sua carriera, a 36 anni il corridore della Csc dimostra ancora di avere qualche cartuccia da sparare, oggi lo ha fatto.

In seconda posizione è passato Giovanni Visconti, un pò deluso per non essersi giocato la vittoria come voleva. Non dovevano lasciar partire Voigt, un errore che poteva essere evitato. Terzo Nocentini, quarto Bosisio.

Il gruppo dei migliori arriva con 7'51" da Voigt, un vantaggio simile permette a Cardenas, corridore Barloworld presente nella fuga, di salire nelle posizioni della generale all'undicesima posizione. Il resto rimane invariato e i grandi rimandano la sfida ai prossimi giorni.

Entriamo nella parte calda della competizione con la tre giorni finale, venerdi e sabato tappe alpine, domenica la cronometro conclusiva di Milano.
Domani i corridori partiranno da Legnano e dovranno percorrere 228 km per arrivare in cima all'inedito Monte Pora, in sè non una salita durissima, 6,4 km al 6,8%; ma difficile da affrontare dopo il Passo del Vivione (19,8 km al 6,9%) e la Presolana (4,8 km all' 8,2%).
Sicuramente Contador dovrà tenere gli occhi aperti, le insidie sono sempre dietro l'angolo e Simoni in questi casi si sente chiamato in causa. Riccò potrebbe pagare d' inesperienza. Aggiungiamo l'incognita Pellizotti e la voglia di rivincita di Danilo Di Luca.
Sono molti i quesiti che domani potrebbero trovare risposta, l'ago della bilancia però sarà il piccolo Emanuele Sella, in molti si aspettano una sua azione per deporre lo spagnolo dal trono d'Italia.
Cavendish regala la tappa a Greipel
 
28-05-2008 17:32 Marco Chiucchi

 (AGM-DS) - Milano, 28 maggio - Il tedesco Andre` Greipel ha vinto la 17.a tappa del Giro d`Italia, di 146 km da Sondrio a Locarno. Il corridore della High Road si e` imposto allo sprint con il davanti al suo compagno di squadra Mark Cavendish e alla maglia ciclamino Daniele Bennati. Ma diciassettesima frazione viene movimentata, fin dalle prime battute dalla fuga di tre corridori. Dopo appena 10 chilometri, infatti, Huguet, Gavazzi e Ignatiev staccano il gruppo, riuscendo a conquistare un vantaggio che supera gli otto minuti, ma alle loro spalle il gruppo rinviene. Quando mancano 25 chilometri alla conclusione Huguet si rialza e viene riassorbito dal gruppo. Stessa sorte accade a Gavazzi poco dopo. Resta in testa il russo Ignatiev, con un vantaggio di 40 secondi. Il corridore della Tinkoff viene raggiunto da Voigt a cinque chilometri dalla conclusione. La fuga dei due dura lo spazio di un mille metri e il gruppo si presenta compatto sul traguardo di Locarno.

Il treno della High Road si mette al comando per tirare la volata a Cavendish, ma l’australiano, ancora in seconda posizione a 100 metri dall’arrivo, copre le spalle a Greipel dal ritorno di Bennati e regala al tedesco la prima vittoria dopo i 4 sprint vittoriosi del Tour Down Under (corsa che si disputa in Australia a gennaio, nell’occasione si aggiudico` anche la classifica finale) che gli valsero il soprannome di ‘gorilla’. Nessun cambiamento di rilievo in classifica generale, con lo spagnolo Alberto Contador che conserva la maglia rosa.

Domani la 18° tappa da Mendrisio a Varese, 147 km. Un percorso che unisce rispettivamente le città che ospiteranno i mondiali 2009 e 2008. Profilo ondulato con il Gpm del Brinzio e gli ultimi 17,3 km sono proprio il circuito della prova iridata di quest’anno: ci sono le salite del Montello 1,1 km, 6,8% e dei Ronchi 3 km, 4,6%, che termina poco dopo l’ultimo chilometro.

(R. Datasport, DTS)
Pellizotti sorprende, Sella sfiora il tris. Simoni c'è!
 
26-05-2008 17:17 Marco Chiucchi

 Il trittico infernale delle Dolimiti si conclude con la cronometro individuale di Plan de Corones, una cronoscalata breve, ma dalle pendenze importanti se non impossibili.
Il Giro d'Italia se lo giocano in parecchi e la tappa odierna modifica la classifica generale, rilanciando chi sembrava in difficoltà.

Dopo 12,9 km di salita, con gli ultimi 6 km in sterrato, è Franco Pellizotti il più veloce, affronta le tremende rampe verso Plan De Corones a 19,142 km/h, impiegando 40'26".
Nell' intertempo del km 7,6 Franco Pellizotti aveva 22" di distacco da un fantastico, ancora oggi, Emanuele Sella.
La lotta per la vittoria di tappa è tra loro due, però il delfino di bibione è davvero inesorabile nel tratto sterrato e recupera tutto il distacco arrivando davanti a Sella per 6".
Il biondo corridore della Liquigas, dopo aver indossato la maglia rosa, centra un successo importantissimo, batte i migliori scalatori in circolazione e rientra nel discorso podio. Il sogno sarebbe quello di arrivare a Milano in Maglia Rosa, ma un posto sul podio sarebbe comunque un successo.

Un vincitore inaspettato anche se in realtà Franco Pellizotti aveva animato già da ieri la corsa, provando a prendere l'iniziativa sul Passo Giau.
Non è certo inattesa la prestazione di Emanuele Sella, il vincitore reale della campagna Dolomitica, capace di volare ancora sui pedali. Segna il miglior tempo nella prima parte della salita fino al Furcia, nessuno riuscirà a fare meglio di lui. Nel finale perde dallo straordinario Pellizotti e giunge secondo, avrebbe preferito certamente centrare una storica tripletta ma è stato comunque un protagonista indimenticabile.
L'ottimo tempo fatto registrare oggi gli permette di recuperare posizioni in classifica generale, risale in ottava posizione con un distacco di 4'25". Magari il miglior scalatore di questo giro, saprà ancora regalare emozioni anche sulle alpi.

Il podio della tappa è tutto italiano, terzo arriva un concentrato Gilberto Simoni, il migliore tra i big, guadagna cinque secondi su Contador e 13" su Riccò.
Risale la generale a 1'21" da Contador, è terzo e promette battaglia.

La sfida principale è stata senza dubbio tra la Maglia Rosa Contador e la Maglia Bianca, miglior giovane, Riccardo Riccò.
La sfida entusiasma, l'idolo spagnolo contro l'astro nascente del ciclismo italiano. Danilo Di Luca quasi sembra finire in terzo piano. La lotta alla maglia rosa coinvolge il pubblico. Lo spagnolo sale in agilità ad elevate frequenze di pedalata, mentre il romagnolo sceglie la potenza e spesso si alza sui pedali.
Il corridore Astana nel primo intertempo ha una manciata di secondi di vantaggio su Riccò, i corridori quasi si equivalgono e al traguardo lo spagnolo rosicchia 8". Pochi ma importanti nella strana economia del Giro d'Italia.
Lo spagnolo si ritiene soddisfatto del risultato e prosegue in tranquillità verso Milano, avrà tempo per riposarsi già domani, poi dovrà difendere 41" dall'attacco del cobra.

Crollano Danilo Di Luca e Denis Menchov, il discorso Maglia Rosa per loro non è però ancora chiuso. Entrambi perdono più di un minuto dal terzetto Simoni, Contador, Riccò.
Di Luca scende in sesta posizione a 2'18" da Contador, è scavalcato anche da Pellizotti. Menchov è settimo a 2'47".

Marzio Bruseghin regge a denti stretti, perde un minuto da Pellizotti e difende la quarta posizione in classifica, il capitano della Lampre tenterà di reggere sulle salite alpine e incidere poi nella cronometro conclusiva di Milano.

Domani turno di riposo, ci sarà tempo per rifiatare e per recuperare le forze. Le emozioni che finora il giro ci ha dato lasciano ancora dei grandi punti interrogativi. La corsa non è finita, manca l'ultima settimana e ancora molto deve essere detto. Ci aspettanno Gavia, Mortirolo e Presolana.
Sella: Incredibile! Contador acciuffa la Rosa
 
25-05-2008 18:01 Marco Chiucchi

 La 15° tappa apre la terza settimana del Giro e ci lascia sognare sulle grandi salite che hanno scritto la storia del ciclismo, pagine indelebili della memoria popolare.
L'impresa compiuta ieri da Emanuele Sella è stata celebrata come un evento più unico che raro. Ora possiamo ricrederci, l'unicità di quel gesto è subito smentita, il ragazzo vicentino diventa il primo protagonista, eroe assoluto della tappa regina della corsa rosa.
Ci siamo sorpresi quando, nei primi km di tappa, è partito lungo l'ascesa del Passo Pordoi, in compagnia di altri quattro corridori, diventati nove in seguito.
La tattica sembrava chiara: guadagnare punti per legittimare la maglia verde, il premio al miglior scalatore. Non potrebbe indossarla ciclista migliore di Sella, l'unico capace di incarnare la figura del vero grimpeur.
L'azione coordinata da Bruno Reverberi, direttore sportivo della Csf Navigare, è praticamente perfetta. Nel tentativo di fuga c'è l'importante aiuto di Fortunato Baliani, uno che di azioni eversive se ne intende.
Il percorso della tappa odierna è relativamente breve, ci sono 154 km da affrontare tra Arabba al Passo Fedaia, ma 65 km sono in salita.
I fuggitivi trainati dal lavoro di Baliani proseguono l'azione, il gruppo controlla e lascia la fuga sempre intorno ai 2-3 minuti. Un vantaggio esiguo che il gruppo non riuscirà più a colmare. Le cause sono sempre le stesse. Sella va come un fulmine ed è capace di reggere il ritmo dei migliori nonostante parta da lontano, firma così un impresa memorabile.
Rimane coperto nell'ascesa del Giau e del Falzarego, dove la selezione naturale favorita da Baliani, lancia un terzetto nella testa della corsa, composto appunto da Sella, Baliani e Joaquim Rodriguez.
Il passo Giau è una delle salite più attese, presenta pendenze importanti e si vede subito selezione nel gruppo dei migliori. L'azioni di Franco Pellizotti prima e di Danilo Di Luca poi, costringono ad arrancare Andreas Kloden, corridore Astana dato come favorito alla vigilia della partenza da Palermo, ora fuori dai giochi della generale.
Contador ha qualche attimo di cedimento e Bruseghin affronta la salita del suo passo, ma allo scollinamento rimangono i soliti sempre in gruppetto. Cedono inesorabilmente Piepoli, Savoldelli e Bosisio. La Maglia Rosa abbandona definitivamente i suoi sogni di gloria e procede tranquillamente verso l'arrivo.
La Liquigas lavora bene per Pellizotti e prova a lanciare sulle rampe del Falzarego Vincenzo Nibali, in leggera crisi sul Giau ma maggiormente a suo agio sulle più docili pendenze del Falzarego. La sua azione è stoppata da Perez Cuapio che lo segue. Guadagnano in salita e nella lunga discesa verso Caprile si ricongiungono con il trio di testa. La Csf è perfetta nelle sue scelte tattiche, ora in testa può contare su Baliani, Sella e Perez Cuapio.

Sale la tenzione perchè il momento tanto atteso è arrivato, sta per essere affrontato il Passo Fedaia, una salita che presenta negli ultimi sei km un muro di tifosi scatenati e pronti ad accogliere gli eroi del ciclismo moderno.
Ad accontentarli è Emanuele Sella, 27 anni da Vicenza, che appena la strada inizia a salire, scatta con una impressionante facilità e si sbarazza subito dei compagni di fuga, aumenta velocemente il gap procedendo in solitario tra gli splendidi paesaggi dei Serrai di Sottoguda, tra il torrente Pettorina e il ghiacciaio perenne della Marmolada.
Baliani non ne ha più, Perez Cuapio, Nibali e Rodriguez cedono di schianto.
L'impresa di Emanuele Sella, accompagnato da due ali di tifosi, a volte troppo invadenti, è un misto di caparbietà, forza e sacrificio. Anche oggi la fuga arriva al traguardo e ancora oggi è questo scricciolo di appena 55 kg a tagliare il traguardo a braccia alzate, baciando l'anello e la maglia, dedicando la vittoria alla sua futura moglie e ai suoi compagni, in particolare una dedica speciale va a Baliani, autore di un immenso lavoro lungo i 100 km di fuga.

Il gruppo favoriti ricompattato durante la discesa dal Falzarego, perde unità metro dopo metro. La vera selezione c'è con l'allungo, non incisivo di Pellizotti, si fatica e si perdono pochi metri. Riccardo Riccò sembra molto pimpante, studia gli avversari e al momento giusto assaggia la situazione, parte senza forzare, Di Luca perde qualche metro, Simoni sale a denti stretti, Bruseghin perde contatto, anche Pellizotti. Allora l'azione del cobra prosegue, sui pedali stacca di ruota il russo Menchov, Contador appare in crisi. Riccò prende dieci metri ma rimarranno quelli per il resto della salita. Nonostante questo la sua azione prosegue e la pedalata a tratti brillante si fa legnosa nei tratti più irti dell'ascesa. Ottimo Domenico Pozzovivo, compagno di squadra di Sella, corridore snobbato dagli uomini di classifica, ma capace di staccarli tutti. Infatti prima dell'allungo di Riccò, il piccolo scalatore siciliano aveva provato ad allungare, riuscendo ad avvantaggiarsi, al traguardo riuscirà ad arrivare alle spalle del compagno di squadra Sella, siglando una splendida doppietta per la Csf.

Tra i favoriti, la situazione è indecifrabile, i corridori che sembravano in difficoltà nella parte centrale, nel finale sembrano i più brillanti e viceversa. Contador prova ad attaccare, riesce a fare il vuoto, ma non raggiunge Riccò. Menchov si stacca di qualche decina di metri e ritorna sotto a Contador nel tratto dei tornanti. Simoni e Di Luca vanno a coppia, il più fresco sembra Gibo, ma Di Luca nel finale si mette davanti e favorisce il rientro del trentino di Palù di Giovo sul duo forestiero: Menchov, Contador.
Nella lotta per i piazzamenti Di Luca prende qualche secondo a Simoni e Contador, leggermente dietro Menchov. Reggono bene Van den Broeck e Bruseghin, distacco nell'ordine del minuto su Riccò.

Alberto Contador, anche grazie al cedimento incontestabile di Bosisio, è la nuova Maglia Rosa. Non sarà facile rubargli il primato in classifica ma ci proverà sicuramente Riccardo Riccò, oggi nonostante tutto, uno dei migliori e forse l'unico big capace di emozionare il pubblico. Il distacco in classifica è di 33". Terzo Di Luca a 55". Distacchi ridotti anche per Bruseghin, 4° a 1'18"; Menchov 1'20"; Simoni 1'26". Pellizotti è più indietro a 2'27".
Saranno questi corridori a giocarsi la Maglia Rosa di Milano e la battaglia è aperta più che mai.

Questa splendida tappa è stata viziata dalla brutta caduta di Leonardo Piepoli, lo scalatore italo-svizzero, tanto atteso sulle salite dolomitiche, che probabilmente ha qualche costola rotta. Per lui difficoltà respiratorie. Se ne và una pedina importante per Riccardo Riccò, ora più che mai responsabile delle sue sorti in questo Giro 2008.
Il carattere strafottente che contraddistingue il Cobra di Formiggine non lo rende certo simpatico agli occhi dei suoi colleghi, dichiaratamente scontroso nei rapporti con Contador aveva promesso che avrebbe staccato il corridore di Madrid, bè oggi lo ha fatto, ora però bisogna vedere se riuscirà a togliergli la maglia.

La possibilità c'è già da domani con la cronoscalata da San Vigilio Marebbe a Plan de Corones, 13,5 km di salita, con il secondo tratto dalle pendenze impossibile e dal fondo stradale in terra battuta. Ci sarà ancora spettacolo.

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Cos' è il ciclismo

Cos è il ciclismo?Il ciclismo è uno sport, è passione, è sacrificio! Il ciclismo è uno sport molto impegnativo, che però trasmette emozioni stupende! Uno sport affascinante che ha mille sfacciettature; il ciclismo esiste in varie categorie ( ciclismo da strata, ciclismo in pista, ciclismo amatoriale, Mountin Bike ... ), ma ciò che più conta è il senso del ciclismo! A livello agonistico, non è paragonabile ad altri sport; il ciclismo è coinvolgente, il ciclismo è passione! In una gara di ciclismo, come il Giro d'Italia, gli appassionati urlano insieme, applaudono i vari corridori, non solo il proprio campione! Il Ciclismo non è da intendere solo come sport, ma come stile di vita, anche perchè comporta molti sacrifici, che però sono ripagati.

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