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Ciclismo

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Cavendish risponde! Bennati sconfitto
 
23-05-2008 17:02 Marco Chiucchi

 Il quinto atto della sfida Cavendish - Bennati, atteso quest'oggi nell'arrivo di Cittadella, è stato ancora entusiasmante. Il gruppo ha recuperato i fuggitivi di giornata, Buffaz e Agirre, quando mancavano dieci km all'arrivo, poi si è proiettato nel circuito finale da percorrere due volte. L'ultimo km presenta qualche curva di troppo, la strada si stringe e aumentano i rischi. Favoriti i corridori esplosivi e brillanti come Cavendish e McEwen. La Liquigas non ha il treno capace di lanciare Bennati, così l'italiano si affida alle ruote avversarie, saltando tra uomini High Road e Milram.


Cavendish non commette l'errore di ieri, quando rimase scoperto troppo presto, esce come una scheggia dalla ruota di Greipel e si proietta a testa bassa verso la riga.
Bennati e Zabel provano a incidere di potenza, la volata è spostata verso le transenne di destra, Cavendish è nettamente veloce e Daniele Bennati può solo lasciare campo al britannico che lo passa a velocità doppia.
L'uomo proveniente dall'isola di Mann ringrazierà a fine tappa Bennati, per la sua signorilità e correttezza.
Un gesto di sportività che fa scalpore nel mondo delle volate, dove tutto è lecito, spesso a rischio dell'incolumità fisica dei corridori. Forse qualche cosa sta cambiando. Lo speriamo. Robbie McEwen non riesce ad essere incisivo e finisce deludentemente al nono posto. Anche Zabel chiude quarto, preceduto da Koldo Fernandez.

La notizia odierna è che Contador, Riccò, Piepoli, Bruseghin perdono sedici secondi importanti, per il frazionamento del gruppo nell'ultimo tratto di corsa. Una differenza minima ma che ripropone ancora di più l'attento Simoni come pretendente alla vittoria, oltre al vincitore dello scorso anno Di Luca.


In questa tappa totalmente pianeggiante abbiamo assistito ancora alle grandi qualità del giovane Cavendish, già due vittorie al Giro d'Italia, con un distacco di due biciclette, da dominatore ha battuto Bennati. Il bilancio della sfida è 3 a 2 per Bennati.


Domani però si incomincia a fare sul serio con il primo vero arrivo in salita. Si parte da Verona e si giunge sulle pendici dell'Alpe di Pampeago, dopo 195 km. Da affrontare anche il passo Menghen, una salita di 24 km. L'Alpe di Pampeago ha punte del 16%, pendenza media 9,6% su 7,650 km di salita inesorabilmente dura. Ci sarà da divertirsi e si accenderà la battaglia, Piepoli ha dichiarato che tirerà fino all'ultimo metro cercando di rimanere solo con il suo capitano Riccò.  Contador sembra tranquillo, probabilmente non prenderà l'iniziativa, ma farà di tutto per mantenere il vantaggio accumulato finora sugli avversari.
Simoni è tranquillo e fiducioso, pronto a darci dentro, quest'anno però la squadra non sembra in grado di aiutarlo in modo decisivo. Visconti probabilmente perderà il primato, potrebbe approfittarne Bosisio, se riuscisse a tenere, ma probabilmente il primo indiziato sembra il madrileno Contador.
L'unica cosa da fare è accendere la tv e goderci la tappa!
Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare...

Terzo successo in tre cm. E' Bennati
 
22-05-2008 17:06 Marco Chiucchi

 La dodicesima tappa da Forlì a Carpi è lo scenario giusto per i velocisti. Un percorso totalmente piatto che favorisce uno sprint di massa. In questo giro ci sono state davvero poche tappe dedicate ai velocisti, forse per questo oggi ci siamo nuovamente emozionati quando c'è stato lo sprint. La mancanza di settimane dedicate, come succedeva gli anni passati, alle volate ci fa riapprezzare la lotta tra i velocisti. Troppe tappe facili, poste insieme, annoiano gli appassionati, mentre questa varietà di percorsi aumenta notevolmente lo spettacolo. Il Giro d'Italia 2008 è stato criticato per i troppi trasferimenti ma nulla si può dire sulla spettacolarità dei tracciati.


Oggi nel finale non c'erano asperità tuttavia qualche curva difficile, non pericolosa, curve veloci, davano incertezza. Proprio con un finale del genere i favoriti di giornata erano Robbie McEwen e Mark Cavendish, cavalli di razza, piccoli, agili e sguscianti. Invece dobbiamo inchinarci ancora una volta a Daniele Bennati. Il corridore Liquigas non si fa sorprendere dal tracciato, anzi è proprio lui nella curva finale ad approfittarne, guadagnando la prima posizione e lanciando una lunga volata. Uno sprint che arriva fino al traguardo, con Mark Cavendish in grande rimonta. Lo scontro si protrae fino all'ultimo centimetro, con un formidabile colpo di reni l'anglosassone Cavendish prova a sorprendere l'aretino al fotofinish e quasi ci riesce.
La giuria è incerta e le immagini indecifrabili ma viene assegnato il successo a Daniele Bennati, sembrerebbe per tre miseri centimetri. Terzo centro e titolo di re delle volate. La maglia ciclamino è sempre più salda sulle sue spalle con l'intenzione di portarla fino a Milano.


L'Italia rilancia un altro velocista a livello mondiale, come avvenne qualche anno fa ci fu il passaggio di testimone tra Cipollini e Petacchi. Forse stiamo assistendo al passaggio del testimone tra Petacchi e Bennati, peccato però che AleJet non possa essere presente qui ad animare gli sprint.

Ancora piazzato Robbie McEWen, arrivato terzo, che prova disperatamente a competere con Bennati e Cavendish, ma alla fine si deve arrendere. Bettini arriva quinto, in realtà non partecipa veramente allo sprint.

In giornata non è mancata la pioggia, asfalto bagnato e caduta successiva. Coinvolto Nibali, finito in un fosso. Zabel è andato a terra e poi è stato costretto a rientrare in gruppo, sprecando energie senza riuscire ad affrontare lo sprint finale.

Classifiche invariate. Domani la tredicesima tappa da Modena a Cittadella, 177 km, completamente pianeggiante. Sarà rinnovata la sfida tra Bennati e Cavendish, siamo sul 3-1, attenzione all'australiano McEwen pronto all'agguato.

Bertolini si regala una vittoria. Cadute a raffica
 
21-05-2008 18:16 Marco Chiucchi

 Dopo la cronometro di Urbino, il Giro prosegue la sua risalita verso il Nord-Italia. La partenza della 11° tappa è a Urbania, l'arrivo a Cesena. La tappa presenta continui saliscendi, con la difficile salita del Monte Carpegna da affrontare.


Le condizioni meteo sono tutt'altro che rassicuranti, infatti i corridori incontrano sul tragitto verso Cesena, temporali a intermittenza che condizionano il normale svolgimento della corsa.
Succede di tutto, le strade piccole e viscide di Marche e Romagna, favoriscono continue scivolate, che rendono imprevedibile una tappa dalle mille soluzioni.


Partiamo con ordine quando partono all'attacco sei corridori: gli italiani Alessandro Bertolini (Diquigiovanni), Tiziano Dall'Antonia (Csf); lo spagnolo Pablo Lastras (Caissè d'Epargne), il francese Mengel e il finlandese Veikkanen. I fuggitivi vanno in comune accordo, affrontano la salita del Monte Carpegna, con un vantaggio attorno ai 5 minuti sul gruppo, sarà quel margine a garantire la buona riuscita della fuga.


Nel gruppo c'è molta tensione nell'affrontare questa tappa che potrebbe riservare inaspettate sorprese. L'iniziativa la prendono i compagni di Danilo Di Luca. La Lpr si schiera al completo nelle prime posizioni e imprime un ritmo infernale sulle rampe del Carpegna.
Il gruppo si screma e rimangono in venti davanti. La maglia rosa Giovanni Visconti perde contatto, ma ancora più in dietro di lui c'è Russ, quindi rimane comunque in una posizione privilegiata.
Inizia la discesa con Visconti a 7 minuti dai fuggitivi e il gruppo favoriti a 5 minuti.
Nella discesa, molto rischiosa, piena di curve e tornanti, i fuggitivi azzardano quello che basta per guadagnare sui gruppi inseguitori. L'azzardo però comporta la caduta di Dall'Antonia e di Bertolini, entrambi si rialzano e continuano l'azione.
Il Falco Savoldelli va nelle prime posizioni e imposta senza rischi le curve prima di arrivare all'abitato di Pennabilli. Le cadute però non mancano e il più sfortunato è il solito Emanuele Sella, una scivolata e una foratura.
Concluso il tratto rischioso si ricompattano nel gruppo fuggitivi una sessantina di corridori, tra cui Bennati.
Ci provano Bosisio e Baliani, che escono dal gruppo per riportarsi sui fuggitivi, l'azione è buona e sulla salita di Perticara guadagnano quattro minuti sui cinque di testa. La Lpr ha pensato bene di lanciare all'attacco Bosisio, terzo in classifica a 5'. Visconti deve ancora rientrare nel gruppo Di Luca e Riccò. Per pochi istanti il corridore della Lpr è maglia rosa virtuale.
Il gruppo dei leader rallenta il suo inseguimento, anche perchè la Lpr non ha interesse a inseguire il suo corridore Bosisio, così rientra facilmente Giovanni Visconti. Nel gruppo c'è anche un sorprendente Daniele Bennati, così in accordo si mettono in testa Liquigas per portare il "Benna" alla volata e la Quick Step con il duplice obiettivo di difendere la maglia e di lanciare Paolo Bettini.
Nella discesa del Perticara cade Bosisio. Sfortunato il corridore a un passo dal colpaccio Maglia Rosa. Baliani prosegue da solo e Bosisio rimane a bagno maria tra i fuggitivi e gli inseguitori. Non è finita qui perchè si affronta un altro strappo, senza respiro, quello di Monteleone che prosegue poi con Sorrivoli, tratti al 18%. Il corridore di casa Riccardo Riccò, non si fa pregare e scatta senza timori, prova a sondare il terreno, una volta, poi due. Rispondono sempre pronti Contador e Di Luca, rimangono in otto, Kloden non c'è, Menchov non risponde agli scatti. Simoni tiene, restano incollati Pfannberger e Van den Broeck. Viene raggiunto Bosisio che da un forte aiuto a Danilo Di Luca.
Lo strappo non è molto lungo e dietro cercano di affrontare la discesa a tutta per ricompattarsi.
Nel frattempo ricomincia a piovere e i ciclisti hanno qualche problema di troppo, il primo a cadere è Ardila, gregario di Menchov.
Caduta pazzesca in una curva cieca, in terra Visconti forte trauma alla gamba destra, Piepoli ferito alla mano e all'arcata sopraciliare, Sella, ancora lui, sbalzato in un fosso e letteralmente coperto di fango e Leipheimer.


Intanto Baliani con una splendida azione ha raggiunto il suo compagno di squadra Dall'Antonia e insieme provano a dare consistenza alla fuga.
La Quick Step si ferma quasi in toto, come l'Astana, fanno gruppo e cercano di riportare sotto Visconti e Leipheimer. Eccellente il lavoro di Paolo Bettini sempre al servizio del suo giovane compagno in maglia rosa. Ancora oggi il campione del mondo al servizio di Visconti.


Si arriva a Cesena, manca poco all'arrivo, l'ultima insidia nel circuito finale è il Cippo Pantani, in onore del Pirata. Tra i fuggitivi attacca Bertolini e perde contatto Dall'Antonia, precedentemente si erano arresi Mengel e Veikkanen. Rimangono in tre a giocarsi la vittoria: Lastras, Bertolini e Baliani.
Il gruppo dietro si ricompatta, ci sono tutti, Visconti è presente, anche se dolorante. La Liquigas si mette in testa per lanciare la volata a Bennati, alla ricerca di punti per la maglia ciclamino.


Ai trecento metri dal traguardo c'è una curva sulla sinistra, Bertolini è in prima posizione, Baliani secondo e terzo Lastras. C'è il solito imprevisto a guastare lo spettacolo, infatti Baliani becca l'unico sanpietrino instabile del viale e capitombola a terra con un tuffo spettacolare. Lastras indugia spaventato dall'accaduto, mentra Bertolini ne approfitta con spietata voracità. Taglia il traguardo a braccia alzate, secondo Lastras e terzo lo sfortunato Fortunato Baliani, scusate il gioco di parole. La volata la vince Bennati davanti a Zabel e Lorenzetto.


Una tappa incredibile, piena di episodi emozionanti e imprevedibili. Nel complesso però rimane tutto invariato, la classifica non muta, i corridori risentiranno sicuramente dello sforzo profuso oggi, la verifica ci sarà all'Alpe di Pampeago di Sabato.

Domani da Forli a Carpi, 172 km, tappa per velocisti, la quite prima della tempesta.

Bruseghin stoppa l'Astana. Sorprendente Simoni
 
20-05-2008 19:34 Marco Chiucchi

 La Pesaro - Urbino, decima tappa del Giro 2008, di 39,4 km sarà ricordata sicuramente per la spettacolarità del percorso, la caparbietà dei contendenti, l'incognita del tempo e la sorpresa del vincitore.
L'eroe di questa cronometro, dominatore di agenti atmosferici imprevedibili, è Marzio Bruseghin.
Il corridore della Lampre, spesso ricordato come allevatori di asini, che come ciclista dalle grandi qualità. Uno che lavora per i compagni, un uomo di sacrificio, capace di vivere all'ombra di campioni con un impatto mediatico maggiore, vedi Cunego.
Nella sua umiltà, le qualità di quest'uomo vengono esaltate, nell'atto odierno della cronometro individuale. Marzio Bruseghin è uno specialista di questa specialità, ma forse neanche lui si aspettava un successo del genere.
I favoriti erano altri, secondo i bookmakers Kloden avrebbe sbaragliato qualsiasi resistenza. Non è andata così, il più sorpreso è proprio il vincitore.
Nella prima parte del percorso il miglior tempo è di Marco Pinotti, uomo High Road, lo scorso anno in maglia rosa, che nel finale giungerà quarto. Nel secondo intertempo Andreas Kloden sembra andare come un treno, è suo il miglior tempo. Cala però nel terzo e penultimo intertempo dove Bruseghin rimane 6" davanti. Il più veloce però è Contador, -10 su Bruseghin.
Il rischio di perdere la tappa per Marzio Bruseghin è alto, ma per fortuna sua, la strada lastricata che porta al traguardo è bagnata. Per alcuni un dettaglio trascurabile, importantissimo invece per i ciclisti che affrontano in precario equilibrio e alte velocità curve pericolose come quelle presenti nel finale, oltretutto i sanpietrini rendono molto scivolosa la strada. Così ne Alberto Contador ne il compagno Andreas Kloden riescono a sopravanzare il ciclista di Conegliano. Il trio Astana tanto osannato non è andato poi così forte come ci si aspettava. Il percorso nella prima parte facile, poi con strappi e discese, non ha certo favorito Leipheimer, l'americano è sembrato macchinoso e poco reattivo. Al traguardo sarà nono a 1'01" da Bruseghin. I suoi compagni: Contador secondo a 8" e Kloden terzo a 20".
Buona la prova di Menchov, uno specialista che non ha deluso, è arrivato a 46" dal vincitore, evidentemente serve ancora una messa a punto alla condizione fisica.
Ci sono due sfortunati di giornata, il primo è Paolo Savoldelli. Il falco di Clusone ha avuto problemi alla bicicletta proprio nei 300 metri conclusivi, è stato costretto a cambiarla e nonostante ciò è arrivato 5, 2" davanti a Menchov.
Sfortunato anche Riccardo Riccò, il suo guantino si impiglia alle protesi e non riesce a impostare la curva come si deve; la bici slitta sull'asfalto bagnato e cade sbattendo il gomito. Non sembra nulla di grave, però perde parecchi secondi per ritornare in sella, trovare il ritmo e ripartire. Al traguardo perderà 2'04"
Ottimo Nibali a 10" da Savoldelli. Il più positivo rispetto le aspettative è Gilberto Simoni che perde solo 1'02" da Bruseghin, 1" dallo specialista Leipheimer. Guadagna 1'02" su Riccò e 1'09" su Di Luca.
L'abruzzese oggi è sembrato al di sotto delle aspettative, su questo percorso misto ci aspettavamo il solito Di Luca, combattivo metro dopo metro. Invece non è stato capace di spingere e rilanciare l'andatura come sapeva fare lo scorso anno. La sua condizione non è certo al massimo, ha tempo fino a sabato, poi non ci saranno ne se ne ma.
Nella lotta alla maglia rosa Giovanni Visconti dimostra grande personalità, non solo difendendo la maglia dall'attacco di Russ, ma addirittura aumentando il suo vantaggio anche rispetto a corridori come Riccò, Di Luca e Pellizotti.
Proprio Franco Pellizotti ferma il cronometro sugli stessi tempi di Danilo Di Luca, anche lui non ama le prove contro il tempo.
Nella generale quindi troviamo Visconti con 3'31" su Russ, 5'50" su Bosisio.
Risale Contador, ora il primo tra i veri pretendenti, quarto a 6'59". Mette 1' tra se e il compagno di squadra Kloden. Riccò e Di Luca distano da lui rispettivamente di 1'33" e 1'34". Sarà dura recuperare ma non impossibile.
Si avvicina però anche Gilberto Simoni ora a soli 37" da Di Luca.
Quando arriveranno le salite ne vedremo delle belle.
Intanto domani la tappa da Urbania a Cesena di 199 km, presenta un tracciato ondulato, da affrontare la salita di San Marino, il temuto Monte Carpegna, la salita di Perticara e lo strappo di Sorrivoli.
Ci sarà sicuramente qualche fuga ad alimentare una tappa dall'esito incerto. Ci riproverà sicuramente Paolo Bettini alla ricerca disperata del successo.
Contador: gomito fratturato ma non lascia
 
19-05-2008 21:37 Marco Chiucchi

(AGM-DS) - Milano, 19 maggio - Il Giro d`Italia ha svolto una giornata di riposo lunedi`, cosi` Alberto Contador ha potuto effettuare accertamenti medici. Il vincitore del Tour 2007 ha infatti riportato, come hanno evidenziato gli esami radiologici svolti presso l`ospedale di Pesaro, una microftrattura al gomito sinistro in seguito alla caduta nel corso dell`ottava tappa della corsa rosa, la Rivisondoli-Tivoli. Il corridore dell`Astana pero` non lascera` il Giro e martedi` sara` regolarmente al via della decima tappa: la cronometro da Pesaro a Urbino.

L`esame ha infatti `dimostrato che la frattura e`stabile`, come scrive la sua squadra in un comunicato, ecco perche` Contador ha ottenuto il via libera medico. `Sfortunatamente, la microfrattura riportata rende complicato il mio cammino verso Milano - ha spiegato Contador - ma sono motivato e provero` a lottare anche contro il dolore. Non intendo lasciare la corsa. Tra l`altro, questa gara e` uno dei grandi monumenti del ciclismo. Io sono un duro e resto. Nei giorni scorsi ho sentito le mie gambe andare sempre meglio`.


(R. Datasport, DTS)

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Cos è il ciclismo?Il ciclismo è uno sport, è passione, è sacrificio! Il ciclismo è uno sport molto impegnativo, che però trasmette emozioni stupende! Uno sport affascinante che ha mille sfacciettature; il ciclismo esiste in varie categorie ( ciclismo da strata, ciclismo in pista, ciclismo amatoriale, Mountin Bike ... ), ma ciò che più conta è il senso del ciclismo! A livello agonistico, non è paragonabile ad altri sport; il ciclismo è coinvolgente, il ciclismo è passione! In una gara di ciclismo, come il Giro d'Italia, gli appassionati urlano insieme, applaudono i vari corridori, non solo il proprio campione! Il Ciclismo non è da intendere solo come sport, ma come stile di vita, anche perchè comporta molti sacrifici, che però sono ripagati.

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