| Intervista a Martini: Evans favorito |
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(AGM-DS) - Milano, 3 luglio - In esclusiva per Datasport, Alfredo Martini, spiega i segreti del Tour de France 2008, al via sabato 5 luglio da Brest. Il presidente onorario della Federazione Ciclistica Italiana vede una corsa con nessun fuoriclasse, con un solo grande favorito, Cadel Evans e gli italiani impegnati nella lotta per un posto sul podio.
Allora Martini, che Tour si aspetta?
‘E’ sempre una corsa che desta molto interesse perche` capita nel periodo giusto, quando molte persone sono a casa, perche` i francesi gli vogliono molto bene e perche` le televisioni di tutto il mondo gli dedicano molto spazio. Il Tour e` grande per la sua tradizione, fatta dalle vittorie di veri fuoriclasse, anche se in questa edizione non ce ne sono. Speriamo che i nostri ragazzi possano fare bene’.
Come giudica il tracciato di questa edizione?
‘Sicuramente e` un tracciato importante, con tanti arrivi in salita, con i Pirenei che verranno affrontati prima delle Alpi. Quest’anno, inoltre, non ci sara` il prologo e nemmeno la cronometro a squadra, che e` una specialita` importante sul fronte dell’innovazione tecnologica, ma che dovrebbe essere abolita dalla classifica individuale. E’ un bel tracciato, diverso e a mio parere migliorato’.
Dove si decidera` il Tour?
‘La corsa si decidera` in salita, anche se oggi le cose, a differenza di quanto accadeva in passato, si puo` stare piu` facilmente a ruota di chi ti precede e quindi scattare e guadagnare del tempo e` molto piu` difficile. Contera` molto la strategia: si dovra` pianificare giorno per giorno, ma i direttori sportivi dovranno essere tempestivi a cambiare gli ordini di scuderia durante la corsa.’.
Come giudica la pattuglia degli italiani?
‘Si parla molto bene di Ricco`. E’ giovane e ha gia` disputato un Tour, due anni fa, finendolo anche senza fare cose straordinarie. Ma quest’anno le cose saranno diverse perche` Ricco` e` cambiato, e` un corridore ambizioso e con maggiore importanza. Cunego ha, senza dubbio, delle qualita` importanti e soprattutto, e` un corridore che esce alla distanza, aspetto da non sottovalutare in una corsa a tappe’.
Gli azzurri hanno speranza di lottare per la vittoria?
‘Realisticamente, possono lottare per il podio piu` che per la vittoria finale. Credo che il grande favorito sia Evans, non dimentichiamoci che l’anno scorso e` arrivato ad appena 23 secondi da Contador. Ma ci sono anche Menchov e Valverde. Lo spagnolo va bene nelle corse a tappa, ma anche in quelle di un giorno. Non dimentichiamo Kreuziger, che ha vinto il Giro di Svizzera e si e` imposto correndo bene, da ciclista esperto. Sara` un Tour tutto da seguire, difficile fare pronostici’.
Come giudica la querelle tra gli organizzatori del Tour e l’Uci?
‘E’ una lotta che non dire che potra` vincere. Il fatto e` che i francesi non amano avere molta gente che li comanda. Vede, se piove in casa, si deve salire sul tetto per vedere qual’e` il problema, non fermarsi a un metro dal tetto. Io non amo le classifiche. Sono del parere che i corridori debbano pensare a onorare la corsa a cui partecipano. Non e` giusto che si partecipi a una gara per prepararne un’altra’.
Intervista di Fabio Manara
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