| Intervista a Voigt, in fuga a Castelsarrasin |
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Il gruppo ti ha dato la possibilità di andare in fuga, come leggi la tappa di oggi ?
Penso che se io non fossi entrato nella fuga, i miei compagni di avventura sarebbero arrivati al traguardo con 20 o 30 minuti di vantaggio sul gruppo. La Caissè d'Epargne si è messa a tirare per difendere il secondo posto nella classifica a squadre. La Discovery ha tirato per controllare la corsa. Ho provato a vincere la tappa, ho dato tutto ma non era la mia occasione.
Voi a 4 km dall'arrivo avete attaccato più volte, quale era la vostra intenzione?
Volevo sbarazzarmi di Daniele Bennati, ero sicuro per certo che Daniele Bennati avrebbe vinto allo sprint, oltre a essere uno dei più resistenti nella fuga era anche il più veloce dei quattro. Ho provato a staccarlo, ma non è stata una impresa facile. Lui sapeva che se mi dava 10 secondi di spazio io potevo andarmene, così ogni volta che attaccavo mi capitava a ruota. Io mi sono messo a marcarlo. Non sono riuscito a distanziarlo e così siamo andati allo sprint. Ha vinto facilmente.
Come era l'ambiente nel gruppo questa mattina all'indomani dell'esclusione di Michael Rasmussen?
Bene, abbiamo un pò riflettuto questa mattina, abbiamo parlato e concluso che la nostra immagine ha subito già una forte degrado. Ora è necessario andare fino in fondo. Le nazioni, tutte, siano interessate, come devono essere interessati gli sponsor le squadre. Credo che dobbiamo riuscire a ripulire il nostro sport, dobbiamo arrivare a Parigi con un gruppo pulito che sia credibile davanti a tutti voi.
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