| 6 Aprile 2008: 92° Giro delle Fiandre |
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Fango, Sudore, Fatica. Pavè e Muri. 17 Muri. 17 nomi che fanno paura, dal suono aspro e duro, inquietante: Kluisberg, Bosberg, Steenbeekdries, Valkenberg...
Due in particolare possono spaventare qualsiasi ciclista, amatore o professionista: il Koppenberg e il Geraardsberger.
Questi nome caratterizzano il Giro delle Fiandre, una delle cinque Classiche Monumento del Ciclismo. Inventato dal giornalista Karel Van Wynendaele e corso per la prima volta nel 1913, protagonisti del percorso sono sempre stati i muri, tratti di salita brevi ma molto ripidi, spesso pavimentati in pavè, con pendenze impossibili, che portano spesso a veder camminare i corridori.
Quest'anno torna il Koppenberg, lo spartiacque della corsa, lo strappo di soli 600m, ma con un fondo stradale stretto, pavè irregolare, 23% di pendenza, tale che da qui in poi si accende la corsa, e si delinea l'andamento: chi rimane tagliato fuori dalla testa della corsa su questa asperità può dire addio alle sue ambizioni. Tutto questo a 69km dall'arrivo.
Da qua in poi si susseguono altri 8 muri, alcuni in asfalto altri in pavè, che possono risultare più o meno decisivi e vengono ricordati per le singole gesta di un campione, finchè non si giunge ai 16 dal traguardo, alla principale asperità della corsa, ad uno degli strappi più amati: il Muur van Geraardsbergen, conosciuto anche come il Muro di Grammont, o il Kapelmuur ( dalla cappella posta alla sommità) o, più semplicemente, il Muro.
500m di lunghezza, una pendenza media del 10%, con picchi del 20%; pavè formato da ciottoli tondi. Aggiungiamo i 250 km precendenti che pesano sulle gambe, e diventa chiaro come Qui nascano le azioni dei Campioni, perchè difficilmente chi scatta sul Grammont viene ripreso, e spesso giunge fino al traguardo, come Alessandro Ballan e Leif Hoste nel 2007, per citare l'esempio più recente. Da qui in poi mancano solo 15 km e un muro, il Bosberg, per giungere al traguardo.
Descritta la corsa, passiamo ai probabili protagonisti: due sono i nomi sulla bocca di tutti: Alessandro Ballan, vincitore dell'edizione 2007, e Fabian Cancellara, vincitore di una Roubaix e mattatore dell'inizio di stagione, culminata finora con il successo alla Sanremo. Entrambi stanno dimostrando una gran condizione, e si sono già affrontati all'Eroica, dove lo svizzero ha regolato il corridore italiano all'arrivo, dopo aver staccato tutti gli avversari.
Ad essi si possono aggiungere, terzi incomodi, i soliti nomi: Tom Boonen, Leif Hoste, cresciuti su queste colline e sempre pericolosi, e alcuni nomi nuovi: Enrico Gasparotto, ad esempio, che ha iniziato alla grande la stagione e sta dimostrando un'ottima condizione allla Tre Giorni di La Panne, classica corsa preparatoria al Fiandre ( e vinta l'anno scorso da Ballan). Vedremo chi restarà in sella sul Koppenberg, chi si presenterà pronto al Grammont, e prepariamoci a godere dello spettacolo. Sempre assicurato, sui Muri.
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