| Alla Vuelta tutti puliti |
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(AGM-DS) - Milano, 10 ottobre - Non dovrebbero esserci sorprese negative dall`ultima Vuelta di Spagna in merito al doping. Ad assicurarlo, poche ore dopo la comunicazione del Cio, che ha decretato la ripetizione dei controlli antidoping per rilevare presunte tracce di CERA, l`Epo di terza generazione, e` stato il segretario dello Sport Jaime Lissavetzky. `Il laboratorio del Consiglio Superiore dello Sport (CSD) di Madrid disponeva del metodo di rilevazione della CERA - le parole del politico spagnolo ad `As` -. E naturalmente lo abbiamo usato alla Vuelta.`
Il CSD contattó lo scorso luglio l`impresa farmaceutica Roche per sollecitare i vari protocolli, dopo che al Tour de France fu scoperta la positivita`, la prima in tal senso, del nostro Riccardo Riccó. A quel punto Víctor Cordero, direttore generale della Vuelta, prese accordi con il laboratorio francese di Chatenay-Malabry per iniziare una collaborazione fattiva durante la terza corsa a tappe piu` importante della stagione.
Lissavetzky si e` molto stupito invece dell`annuncio fatto dal Cio, il quale si e` fatto trovare impreparato durante i Giochi di Pechino in materia antidoping e che ora corre ai ripari con una seconda analisi piu` approfondita, alla ricerca di quella maledetta CERA che ha gia` colpito duramente il mondo del ciclismo (oltre a Ricco` positivi anche Piepoli e Schumacher). `Rispetto la decisione del Cio - ha spiegato il segretario allo Sport del governo di Madrid -. Ma ad agosto c`erano gia` i metodi per combattere la CERA. Allora mi domando perche` non l`abbiano usata gia` durante l`Olimpiade`. Una domanda che in tanti si sono posti ma a cui nessuna ha dato ancora una risposta esauriente.
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