| Bertolini si regala una vittoria. Cadute a raffica |
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Dopo la cronometro di Urbino, il Giro prosegue la sua risalita verso il Nord-Italia. La partenza della 11° tappa è a Urbania, l'arrivo a Cesena. La tappa presenta continui saliscendi, con la difficile salita del Monte Carpegna da affrontare.
Le condizioni meteo sono tutt'altro che rassicuranti, infatti i corridori incontrano sul tragitto verso Cesena, temporali a intermittenza che condizionano il normale svolgimento della corsa.
Succede di tutto, le strade piccole e viscide di Marche e Romagna, favoriscono continue scivolate, che rendono imprevedibile una tappa dalle mille soluzioni.
Partiamo con ordine quando partono all'attacco sei corridori: gli italiani Alessandro Bertolini (Diquigiovanni), Tiziano Dall'Antonia (Csf); lo spagnolo Pablo Lastras (Caissè d'Epargne), il francese Mengel e il finlandese Veikkanen. I fuggitivi vanno in comune accordo, affrontano la salita del Monte Carpegna, con un vantaggio attorno ai 5 minuti sul gruppo, sarà quel margine a garantire la buona riuscita della fuga.
Nel gruppo c'è molta tensione nell'affrontare questa tappa che potrebbe riservare inaspettate sorprese. L'iniziativa la prendono i compagni di Danilo Di Luca. La Lpr si schiera al completo nelle prime posizioni e imprime un ritmo infernale sulle rampe del Carpegna.
Il gruppo si screma e rimangono in venti davanti. La maglia rosa Giovanni Visconti perde contatto, ma ancora più in dietro di lui c'è Russ, quindi rimane comunque in una posizione privilegiata.
Inizia la discesa con Visconti a 7 minuti dai fuggitivi e il gruppo favoriti a 5 minuti.
Nella discesa, molto rischiosa, piena di curve e tornanti, i fuggitivi azzardano quello che basta per guadagnare sui gruppi inseguitori. L'azzardo però comporta la caduta di Dall'Antonia e di Bertolini, entrambi si rialzano e continuano l'azione.
Il Falco Savoldelli va nelle prime posizioni e imposta senza rischi le curve prima di arrivare all'abitato di Pennabilli. Le cadute però non mancano e il più sfortunato è il solito Emanuele Sella, una scivolata e una foratura.
Concluso il tratto rischioso si ricompattano nel gruppo fuggitivi una sessantina di corridori, tra cui Bennati.
Ci provano Bosisio e Baliani, che escono dal gruppo per riportarsi sui fuggitivi, l'azione è buona e sulla salita di Perticara guadagnano quattro minuti sui cinque di testa. La Lpr ha pensato bene di lanciare all'attacco Bosisio, terzo in classifica a 5'. Visconti deve ancora rientrare nel gruppo Di Luca e Riccò. Per pochi istanti il corridore della Lpr è maglia rosa virtuale.
Il gruppo dei leader rallenta il suo inseguimento, anche perchè la Lpr non ha interesse a inseguire il suo corridore Bosisio, così rientra facilmente Giovanni Visconti. Nel gruppo c'è anche un sorprendente Daniele Bennati, così in accordo si mettono in testa Liquigas per portare il "Benna" alla volata e la Quick Step con il duplice obiettivo di difendere la maglia e di lanciare Paolo Bettini.
Nella discesa del Perticara cade Bosisio. Sfortunato il corridore a un passo dal colpaccio Maglia Rosa. Baliani prosegue da solo e Bosisio rimane a bagno maria tra i fuggitivi e gli inseguitori. Non è finita qui perchè si affronta un altro strappo, senza respiro, quello di Monteleone che prosegue poi con Sorrivoli, tratti al 18%. Il corridore di casa Riccardo Riccò, non si fa pregare e scatta senza timori, prova a sondare il terreno, una volta, poi due. Rispondono sempre pronti Contador e Di Luca, rimangono in otto, Kloden non c'è, Menchov non risponde agli scatti. Simoni tiene, restano incollati Pfannberger e Van den Broeck. Viene raggiunto Bosisio che da un forte aiuto a Danilo Di Luca.
Lo strappo non è molto lungo e dietro cercano di affrontare la discesa a tutta per ricompattarsi.
Nel frattempo ricomincia a piovere e i ciclisti hanno qualche problema di troppo, il primo a cadere è Ardila, gregario di Menchov.
Caduta pazzesca in una curva cieca, in terra Visconti forte trauma alla gamba destra, Piepoli ferito alla mano e all'arcata sopraciliare, Sella, ancora lui, sbalzato in un fosso e letteralmente coperto di fango e Leipheimer.
Intanto Baliani con una splendida azione ha raggiunto il suo compagno di squadra Dall'Antonia e insieme provano a dare consistenza alla fuga.
La Quick Step si ferma quasi in toto, come l'Astana, fanno gruppo e cercano di riportare sotto Visconti e Leipheimer. Eccellente il lavoro di Paolo Bettini sempre al servizio del suo giovane compagno in maglia rosa. Ancora oggi il campione del mondo al servizio di Visconti.
Si arriva a Cesena, manca poco all'arrivo, l'ultima insidia nel circuito finale è il Cippo Pantani, in onore del Pirata. Tra i fuggitivi attacca Bertolini e perde contatto Dall'Antonia, precedentemente si erano arresi Mengel e Veikkanen. Rimangono in tre a giocarsi la vittoria: Lastras, Bertolini e Baliani.
Il gruppo dietro si ricompatta, ci sono tutti, Visconti è presente, anche se dolorante. La Liquigas si mette in testa per lanciare la volata a Bennati, alla ricerca di punti per la maglia ciclamino.
Ai trecento metri dal traguardo c'è una curva sulla sinistra, Bertolini è in prima posizione, Baliani secondo e terzo Lastras. C'è il solito imprevisto a guastare lo spettacolo, infatti Baliani becca l'unico sanpietrino instabile del viale e capitombola a terra con un tuffo spettacolare. Lastras indugia spaventato dall'accaduto, mentra Bertolini ne approfitta con spietata voracità. Taglia il traguardo a braccia alzate, secondo Lastras e terzo lo sfortunato Fortunato Baliani, scusate il gioco di parole. La volata la vince Bennati davanti a Zabel e Lorenzetto.
Una tappa incredibile, piena di episodi emozionanti e imprevedibili. Nel complesso però rimane tutto invariato, la classifica non muta, i corridori risentiranno sicuramente dello sforzo profuso oggi, la verifica ci sarà all'Alpe di Pampeago di Sabato.
Domani da Forli a Carpi, 172 km, tappa per velocisti, la quite prima della tempesta.
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