| “Bomba atomica” in ambito doping. |
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siamo vicini allo scoppio di una “bomba atomica” in ambito doping.
Speriamo che sia la volta buona per cambiare definitivamente il mondo del ciclismo».
Un altro campione si aggiunge alla lunga lista dei dopati, è Iban Mayo , e la squalifica si riferisce al Tour del 2007,anche lui ,come Riccò della Saunier Duval ed Emanuele Sella della CSF Navigare, tanto per parlare solo degli ultimi casi dei campioni più importanti.
Tutti questi atleti dopo esser stati beccati con le mani nella marmellata,hanno vuotato il sacco,rilevando,loro dicono di loro spontanea volontà,tutto ciò che hanno assunto e come lo hanno assunto.
Il pensiero che percorre tutti gli sportivi è che i ciclisti siano indotti alla rivelazione dai propri tecnici e dai propri sponsor,gente che ha adottatato il famoso “codice etico”come lotta al doping,che suona più o meno così: a noi non importa come vincete, noi non controlliamo né il modo con cui vi preparate né con chi lo fate ma se vi beccano vi licenziamo e la “baracca” è salva.
Se veramente Gianetti e Reverberi (Team manager rispettivamente di Riccò e Sella) hanno detto ai loro atleti di “vuotare il sacco” , perché non gli rilevano i premi e gli allori vinti restituendoli a chi di dovere , visto che al Giro,è evidente che i controlli non hanno funzionato?Quei corridori e squadre che al Giro si sono piazzati dietro Riccò e Sella in tapponi storici e in classifica generale si dovrebbero ribellare contro questi ultimi che avevano delle prestazioni evidentemente falsate dai medicinali assunti, forse non lo hanno fatto perché anch'essi hanno qualcosa da nascondere?!
«Gianetti ha dichiarato che non è abituato a difendere corridori in sospetti di doping. Allora mi deve spiegare perché negli ultimi anni ha ingaggiato corridori in sospetto di doping, compreso Riccò?C’è chi ha preso atleti che hanno avuto problemi di doping, ma lo hanno fatto con il preciso scopo di farli collaborare e di cercare di riportarli sulla buona strada.
Per dimostrare che c'è la volontà di cambiare non sarebbe opportuno che questi signori, manager e corridori diano delle vere e corrette risposte? Non sarebbe giusto che i loro sponsor si comportino come ha fatto la Milram con Stanga? Il mio intuito mi dice che non è finita qui: siamo vicini allo scoppio di una “bomba atomica” in ambito doping.
Speriamo che sia la volta buona per cambiare definitivamente il mondo del ciclismo».
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