| Bruseghin stoppa l'Astana. Sorprendente Simoni |
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L'eroe di questa cronometro, dominatore di agenti atmosferici imprevedibili, è Marzio Bruseghin.
Il corridore della Lampre, spesso ricordato come allevatori di asini, che come ciclista dalle grandi qualità. Uno che lavora per i compagni, un uomo di sacrificio, capace di vivere all'ombra di campioni con un impatto mediatico maggiore, vedi Cunego.
Nella sua umiltà, le qualità di quest'uomo vengono esaltate, nell'atto odierno della cronometro individuale. Marzio Bruseghin è uno specialista di questa specialità, ma forse neanche lui si aspettava un successo del genere.
I favoriti erano altri, secondo i bookmakers Kloden avrebbe sbaragliato qualsiasi resistenza. Non è andata così, il più sorpreso è proprio il vincitore.
Nella prima parte del percorso il miglior tempo è di Marco Pinotti, uomo High Road, lo scorso anno in maglia rosa, che nel finale giungerà quarto. Nel secondo intertempo Andreas Kloden sembra andare come un treno, è suo il miglior tempo. Cala però nel terzo e penultimo intertempo dove Bruseghin rimane 6" davanti. Il più veloce però è Contador, -10 su Bruseghin.
Il rischio di perdere la tappa per Marzio Bruseghin è alto, ma per fortuna sua, la strada lastricata che porta al traguardo è bagnata. Per alcuni un dettaglio trascurabile, importantissimo invece per i ciclisti che affrontano in precario equilibrio e alte velocità curve pericolose come quelle presenti nel finale, oltretutto i sanpietrini rendono molto scivolosa la strada. Così ne Alberto Contador ne il compagno Andreas Kloden riescono a sopravanzare il ciclista di Conegliano. Il trio Astana tanto osannato non è andato poi così forte come ci si aspettava. Il percorso nella prima parte facile, poi con strappi e discese, non ha certo favorito Leipheimer, l'americano è sembrato macchinoso e poco reattivo. Al traguardo sarà nono a 1'01" da Bruseghin. I suoi compagni: Contador secondo a 8" e Kloden terzo a 20".
Buona la prova di Menchov, uno specialista che non ha deluso, è arrivato a 46" dal vincitore, evidentemente serve ancora una messa a punto alla condizione fisica.
Ci sono due sfortunati di giornata, il primo è Paolo Savoldelli. Il falco di Clusone ha avuto problemi alla bicicletta proprio nei 300 metri conclusivi, è stato costretto a cambiarla e nonostante ciò è arrivato 5, 2" davanti a Menchov.
Sfortunato anche Riccardo Riccò, il suo guantino si impiglia alle protesi e non riesce a impostare la curva come si deve; la bici slitta sull'asfalto bagnato e cade sbattendo il gomito. Non sembra nulla di grave, però perde parecchi secondi per ritornare in sella, trovare il ritmo e ripartire. Al traguardo perderà 2'04"
Ottimo Nibali a 10" da Savoldelli. Il più positivo rispetto le aspettative è Gilberto Simoni che perde solo 1'02" da Bruseghin, 1" dallo specialista Leipheimer. Guadagna 1'02" su Riccò e 1'09" su Di Luca.
L'abruzzese oggi è sembrato al di sotto delle aspettative, su questo percorso misto ci aspettavamo il solito Di Luca, combattivo metro dopo metro. Invece non è stato capace di spingere e rilanciare l'andatura come sapeva fare lo scorso anno. La sua condizione non è certo al massimo, ha tempo fino a sabato, poi non ci saranno ne se ne ma.
Nella lotta alla maglia rosa Giovanni Visconti dimostra grande personalità, non solo difendendo la maglia dall'attacco di Russ, ma addirittura aumentando il suo vantaggio anche rispetto a corridori come Riccò, Di Luca e Pellizotti.
Proprio Franco Pellizotti ferma il cronometro sugli stessi tempi di Danilo Di Luca, anche lui non ama le prove contro il tempo.
Nella generale quindi troviamo Visconti con 3'31" su Russ, 5'50" su Bosisio.
Risale Contador, ora il primo tra i veri pretendenti, quarto a 6'59". Mette 1' tra se e il compagno di squadra Kloden. Riccò e Di Luca distano da lui rispettivamente di 1'33" e 1'34". Sarà dura recuperare ma non impossibile.
Si avvicina però anche Gilberto Simoni ora a soli 37" da Di Luca.
Quando arriveranno le salite ne vedremo delle belle.
Intanto domani la tappa da Urbania a Cesena di 199 km, presenta un tracciato ondulato, da affrontare la salita di San Marino, il temuto Monte Carpegna, la salita di Perticara e lo strappo di Sorrivoli.
Ci sarà sicuramente qualche fuga ad alimentare una tappa dall'esito incerto. Ci riproverà sicuramente Paolo Bettini alla ricerca disperata del successo.
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