| Riccò confessa: "Al Tour ero dopato" |
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(AGM-DS) - Milano, 30 luglio - Alla fine la verita` e` saltata fuori: `Al Tour de France ero dopato`. Parole secche e taglienti quelle pronunciate da Riccardo Ricco`, il ciclista azzurro trovato positivo all`Epo di terza generazione (la Cera, ndr) durante la corsa a tappe francese, davanti al procuratore del Coni Ettore Torri, durante l`udienza che si e` tenuta a Roma. Confessione dunque per il modenese, che al Tour aveva conquistato anche due favolose tappe.
`Ho rifiutato le controanalisi e mi sono assunto le mie responsabilita - ha spiegato Ricco` in una conferenza stampa, al termine dell`audizione davanti alla Procura del Coni -. Dopo il Giro d`Italia ero stanco di testa e fisicamente. E ho preso questa sostanza. E` stato un errore di gioventu`. Ma al Giro ero pulito. Poi il mercoledi` prima di partire... Non posso dire pero`, perche` c`e` un procedimento in atto, dove me la sono procurata`. Con questa confessione l`ormai ex capitano della Saunier Duvall (la squadra spagnola lo ha licenziato in tronco, insieme al compagno Piepoli, anche lui accusato formalmente di doping) potrebbe essersi salvato `in corner`, ottenendo uno sconto di un anno sulla piu` che probabile squalifica di due anni che gli verra` inflitta.
`Al Tour ho fatto un sacco di controlli, due sono risultati positivi, ma tutti avrebbero dovuto essere positivi - ha proseguito Ricco`, che e` anche stato escluso dalla squadra azzurra in partenza per Pechino -. Evidentemente il metodo non e` buono al 100 per cento perche` il prodotto dura un mese. Avere ammesso i miei sbagli penso sia un bel gesto, mi spiace pero` per i miei tifosi per i quali adesso non sono piu` un modello. Adesso sono un modello sbagliato. Un pensiero va anche alla mia squadra, mi scuso con i compagni che potrebbero avere perso il loro lavoro. Il messaggio che voglio mandare a chi crede in me, pero`, e` che prima del Tour ho sempre vinto con le mie gambe`. Un Giro d`Italia pulito dunque, chiuso in seconda piazza dietro ad Alberto Contador. E poi la sciocchezza dell`Epo, per cui Ricco` rischia una condanna penale in Francia, dove l`uso di doping e` reato.
`Adesso non ho voglia di tornare in bici - ha concluso il 25enne modenese -. Vedremo piu` avanti. Non sono andato a chiedere clemenza, avevo peso e me ne sono voluto liberare. Non chiedo niente, ho fatto quello che mi sentivo`. Forse è tardi. Forse no. Certo è che il modenese rischia di buttare al vento, probabilmente, una carriera ricca di successi e soddisfazioni. Che per un gesto folle rischia di essere infangata per sempre.
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