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Ciclismo

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Riccò e Di Luca mandano in crisi Contador. Tappa a Kiryenka PDF Stampa E-mail
 
 Lo scontro si accende sulle strade che portano da Legnano al Monte Pora, 238 km, dieci in più rispetto al tracciato disegnato sulla mappa consegnata ai corridori. Un piccolo disguido, forse decisivo per l'economia della corsa.

La prima parte della tappa è completamente pianeggiate fino ai piedi del Passo del Vivione, una salita lunga 20 km, interminabile, con una discesa altrettanto lunga. Poi il Colle della Presolana da affrontare, prima dell'arrivo sul Monte Pora. La distanza rende ancora più dure le rampe dalle dolci pendenze che altrimenti non avrebbero dato lo spettacolo che abbiamo potuto goderci in quella che non è azzardato definire, la tappa più avvinciente degli ultimi dieci anni del Giro.

Il maltempo imperversa lungo tutto il percorso e rende impossibili le riprese dell'ascesa sul Passo del Vivione, li dove Sella in compagnia di Perez Cuapio ha provato ad animare la corsa, senza risultati.

Gli infaticabili avventurieri sembrano molto fortunati perchè l'Astana non ha nessuna intenzione di andarli a riprendere, Contador si mette sulla difensiva, e lascia ai battistrada un vantaggio addirittura superiore ai 20'.

I più brillanti sono Vasil Kiryenka, Nicki Sorensen, Alexander Efimkin e Steve Cummings. Staccano i loro compagni di fuga e collaborano fino all'imbocco della Presolana dove il bielorusso Kiryenka stacca tutti, resistendo anche alla tenacia di Alexander Efimkin.
Il vantaggio sul gruppo favoriti è notevole, Kiryenka vince in solitario la tappa, centrando il suo primo successo al Giro D'Italia e ottenendo la prima vittoria stagionale. Kiryenka corre per la Tinkoff e si era messo in luce arrivando due volte secondo, sempre con tentativi da lontano, dimostrando ottime doti di fondo e abilità nella gestione delle forze. Festeggia un importante successo che solleva la Tinkoff da critiche, visto il completo fiasco di Petrov, Mazzanti e Ignatyev.

Purtroppo per Kiryenka le sue azioni passano in secondo piano di fronte alla splendida melodia orchestrata dalla Lpr di Bordonali e dal duetto Di Luca-Savoldelli. In primis è proprio Danilo Di Luca ad attaccare la Maglia Rosa Alberto Contador, e non lo fa in salita, bensì lungo la pericolosa discesa del Passo Vivione. L'asfalto è completamente bagnato, la strada stretta e le molte curve sono il terreno adatto per guadagnare senza esporsi a sforzo fisico.

Un pò sorpreso il Falco Savoldelli recupera posizioni e si lancia con il suo compagno di squadra in picchiata verso l'impresa. Con loro c'è Vincenzo Nibali il corridore della Liquigas, assegnato come stopper su Di Luca.

I tre guadagnano subito una trentina di secondi e il vantaggio aumenta nell'ultimo tratto di discesa, arrivando a toccare il minuto.
Contador è smarrito e cerca di riorganizzare l'inseguimento con l'aiuto dei compagni Colom e Kloden, pronti a dare un grande contributo al loro capitano. Savoldelli si sacrifica completamente per Di Luca, tira fino allo sfinimento portando il suo capitano ai piedi della Presolana con 2' di vantaggio sul gruppo Contador. Anche Ermeti gregario della Lpr, presente nella fuga di giornata, viene fermato dal direttore sportivo, da il massimo per Di Luca prima di cedere definitivamente.
Di Luca prende l'iniziativa sulla Presolana, seguito a pochi metri da Nibali, mantiene il vantaggio pressochè invariato e prosegue l'azione in solitario, staccando definitivamente il corridore della Liquigas, verso l'arrivo del Monte Pora. E' un Di Luca splendido, riprende qualche fuggitivo di giornata e chiude secondo dietro Kiryenka, prendendo così anche 12" di abbuono.

Il gruppo Maglia Rosa perde unità nella salita del Monte Pora, cedono i gragari Astana, prima Colom poi Kloden. Ora il destino della maglia rosa è nelle mani di Contador.
Lo spagnolo accellera, vuole dimostrare di essere lui il più forte. Cede di sasso Simoni che si stacca inesorabilmente, una crisi nera che nessuno si aspettava, il giro di Simoni sfuma alla 19° tappa.

Sella risponde con violenza alla sparata di Contador, cede qualcosa Bruseghin, davanti rimangono Sella, Pozzovivo, Riccò, Van Den Broeck, Pellizotti e Menchov.

Nessuno però sembra attaccare seriamente, Bruseghin si riaccoda. Quando cala l'andatura avanza Riccardo Riccò e scatta con tutte le sue forze, Contador e Sella provano a resistere, ma perdono metro dopo metro. Un attacco che fa molto male, Contador va fuori giri e rischia di saltare. Sella non può seguire Riccò e così mette a tirare Pozzovivo. Contador può riprendere fiato e con la collaborazione sia della Csf che di Pellizotti, riuscirà all'arrivo a mantenere la maglia rosa per 4 miseri secondi.

Riccardò Riccò dimostra che non è solo un talento ma uno dei migliori scalatori italiani, per vederlo al vertice non bisogna aspettare la sua completa maturazione, Riccò è già capace di staccare campioni vincitori di Tour e Vuelta, come sono Contador e Menchov.
Dalla morte di Pantani che l'Italia intera aspettava un corridore capace di infiammare il pubblico, Riccardo Riccò corre per vincere, per dare spettacolo e spesso per fare polemica.

A noi piace così con le sue forze e le sue debolezze, a volte le parole non sono accompagnate dai fatti, nel caso del Cobra di Formigine non possiamo incolparlo di nulla.
In 4 km guadagna 37" su Contador e sfiora la maglia, domani ci proverà di sicuro e sul Mortirolo vogliamo rivederlo con le mani basse sul manubrio, danzando sui pedali, proprio come il nostro caro Marco Pantani.

Danilo Di Luca con la sua azione passa in terza posizione nella classifica generale ed è vicinissimo a Contador, lo separano solo 21". Marzio Bruseghin mantiene la quarta posizione a 2' netti da Contador, aspettando la cronometro di Milano. Pellizotti è 5° a 2'05" domani è l'ultima occasione per provare a vincere il Giro, mentre Menchov potrà difendersi puntanto tutto sulla cronometro conclusiva, ora è 6° a 2'47".

Risale in settima posizione Emanuele Sella a 4'25", lui domani attaccherà sicuramente per cercare di salire sul podio. Simoni perde molte posizioni nella generale, ora è decimo a 7'18".

Domani la penultima tappa da Rovetta a Tirano, 224 km, da affrontare il Gavia, Cima Coppi a 2612 metri, il Mortirolo e l'Aprica. Sarà una corsa accesissima e il duo italiano Riccardo Riccò e Danilo Di Luca ne promettono delle belle.

30-05-2008 21:05 Marco Chiucchi
Questo articolo è stato scritto il 30-05-2008 21:05. This article was favoured Nessun time. Puoi lasciare un commento. Tags: Articoli, Notizie Ciclismo, Riccò e Di Luca mandano in crisi Contador. Tappa a Kiryenka. Ultimo aggiornamento il 30-05-2008 21:05
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Cos è il ciclismo?Il ciclismo è uno sport, è passione, è sacrificio! Il ciclismo è uno sport molto impegnativo, che però trasmette emozioni stupende! Uno sport affascinante che ha mille sfacciettature; il ciclismo esiste in varie categorie ( ciclismo da strata, ciclismo in pista, ciclismo amatoriale, Mountin Bike ... ), ma ciò che più conta è il senso del ciclismo! A livello agonistico, non è paragonabile ad altri sport; il ciclismo è coinvolgente, il ciclismo è passione! In una gara di ciclismo, come il Giro d'Italia, gli appassionati urlano insieme, applaudono i vari corridori, non solo il proprio campione! Il Ciclismo non è da intendere solo come sport, ma come stile di vita, anche perchè comporta molti sacrifici, che però sono ripagati.

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