| Sella: Incredibile! Contador acciuffa la Rosa |
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L'impresa compiuta ieri da Emanuele Sella è stata celebrata come un evento più unico che raro. Ora possiamo ricrederci, l'unicità di quel gesto è subito smentita, il ragazzo vicentino diventa il primo protagonista, eroe assoluto della tappa regina della corsa rosa.
Ci siamo sorpresi quando, nei primi km di tappa, è partito lungo l'ascesa del Passo Pordoi, in compagnia di altri quattro corridori, diventati nove in seguito.
La tattica sembrava chiara: guadagnare punti per legittimare la maglia verde, il premio al miglior scalatore. Non potrebbe indossarla ciclista migliore di Sella, l'unico capace di incarnare la figura del vero grimpeur.
L'azione coordinata da Bruno Reverberi, direttore sportivo della Csf Navigare, è praticamente perfetta. Nel tentativo di fuga c'è l'importante aiuto di Fortunato Baliani, uno che di azioni eversive se ne intende.
Il percorso della tappa odierna è relativamente breve, ci sono 154 km da affrontare tra Arabba al Passo Fedaia, ma 65 km sono in salita.
I fuggitivi trainati dal lavoro di Baliani proseguono l'azione, il gruppo controlla e lascia la fuga sempre intorno ai 2-3 minuti. Un vantaggio esiguo che il gruppo non riuscirà più a colmare. Le cause sono sempre le stesse. Sella va come un fulmine ed è capace di reggere il ritmo dei migliori nonostante parta da lontano, firma così un impresa memorabile.
Rimane coperto nell'ascesa del Giau e del Falzarego, dove la selezione naturale favorita da Baliani, lancia un terzetto nella testa della corsa, composto appunto da Sella, Baliani e Joaquim Rodriguez.
Il passo Giau è una delle salite più attese, presenta pendenze importanti e si vede subito selezione nel gruppo dei migliori. L'azioni di Franco Pellizotti prima e di Danilo Di Luca poi, costringono ad arrancare Andreas Kloden, corridore Astana dato come favorito alla vigilia della partenza da Palermo, ora fuori dai giochi della generale.
Contador ha qualche attimo di cedimento e Bruseghin affronta la salita del suo passo, ma allo scollinamento rimangono i soliti sempre in gruppetto. Cedono inesorabilmente Piepoli, Savoldelli e Bosisio. La Maglia Rosa abbandona definitivamente i suoi sogni di gloria e procede tranquillamente verso l'arrivo.
La Liquigas lavora bene per Pellizotti e prova a lanciare sulle rampe del Falzarego Vincenzo Nibali, in leggera crisi sul Giau ma maggiormente a suo agio sulle più docili pendenze del Falzarego. La sua azione è stoppata da Perez Cuapio che lo segue. Guadagnano in salita e nella lunga discesa verso Caprile si ricongiungono con il trio di testa. La Csf è perfetta nelle sue scelte tattiche, ora in testa può contare su Baliani, Sella e Perez Cuapio.
Sale la tenzione perchè il momento tanto atteso è arrivato, sta per essere affrontato il Passo Fedaia, una salita che presenta negli ultimi sei km un muro di tifosi scatenati e pronti ad accogliere gli eroi del ciclismo moderno.
Ad accontentarli è Emanuele Sella, 27 anni da Vicenza, che appena la strada inizia a salire, scatta con una impressionante facilità e si sbarazza subito dei compagni di fuga, aumenta velocemente il gap procedendo in solitario tra gli splendidi paesaggi dei Serrai di Sottoguda, tra il torrente Pettorina e il ghiacciaio perenne della Marmolada.
Baliani non ne ha più, Perez Cuapio, Nibali e Rodriguez cedono di schianto.
L'impresa di Emanuele Sella, accompagnato da due ali di tifosi, a volte troppo invadenti, è un misto di caparbietà, forza e sacrificio. Anche oggi la fuga arriva al traguardo e ancora oggi è questo scricciolo di appena 55 kg a tagliare il traguardo a braccia alzate, baciando l'anello e la maglia, dedicando la vittoria alla sua futura moglie e ai suoi compagni, in particolare una dedica speciale va a Baliani, autore di un immenso lavoro lungo i 100 km di fuga.
Il gruppo favoriti ricompattato durante la discesa dal Falzarego, perde unità metro dopo metro. La vera selezione c'è con l'allungo, non incisivo di Pellizotti, si fatica e si perdono pochi metri. Riccardo Riccò sembra molto pimpante, studia gli avversari e al momento giusto assaggia la situazione, parte senza forzare, Di Luca perde qualche metro, Simoni sale a denti stretti, Bruseghin perde contatto, anche Pellizotti. Allora l'azione del cobra prosegue, sui pedali stacca di ruota il russo Menchov, Contador appare in crisi. Riccò prende dieci metri ma rimarranno quelli per il resto della salita. Nonostante questo la sua azione prosegue e la pedalata a tratti brillante si fa legnosa nei tratti più irti dell'ascesa. Ottimo Domenico Pozzovivo, compagno di squadra di Sella, corridore snobbato dagli uomini di classifica, ma capace di staccarli tutti. Infatti prima dell'allungo di Riccò, il piccolo scalatore siciliano aveva provato ad allungare, riuscendo ad avvantaggiarsi, al traguardo riuscirà ad arrivare alle spalle del compagno di squadra Sella, siglando una splendida doppietta per la Csf.
Tra i favoriti, la situazione è indecifrabile, i corridori che sembravano in difficoltà nella parte centrale, nel finale sembrano i più brillanti e viceversa. Contador prova ad attaccare, riesce a fare il vuoto, ma non raggiunge Riccò. Menchov si stacca di qualche decina di metri e ritorna sotto a Contador nel tratto dei tornanti. Simoni e Di Luca vanno a coppia, il più fresco sembra Gibo, ma Di Luca nel finale si mette davanti e favorisce il rientro del trentino di Palù di Giovo sul duo forestiero: Menchov, Contador.
Nella lotta per i piazzamenti Di Luca prende qualche secondo a Simoni e Contador, leggermente dietro Menchov. Reggono bene Van den Broeck e Bruseghin, distacco nell'ordine del minuto su Riccò.
Alberto Contador, anche grazie al cedimento incontestabile di Bosisio, è la nuova Maglia Rosa. Non sarà facile rubargli il primato in classifica ma ci proverà sicuramente Riccardo Riccò, oggi nonostante tutto, uno dei migliori e forse l'unico big capace di emozionare il pubblico. Il distacco in classifica è di 33". Terzo Di Luca a 55". Distacchi ridotti anche per Bruseghin, 4° a 1'18"; Menchov 1'20"; Simoni 1'26". Pellizotti è più indietro a 2'27".
Saranno questi corridori a giocarsi la Maglia Rosa di Milano e la battaglia è aperta più che mai.
Questa splendida tappa è stata viziata dalla brutta caduta di Leonardo Piepoli, lo scalatore italo-svizzero, tanto atteso sulle salite dolomitiche, che probabilmente ha qualche costola rotta. Per lui difficoltà respiratorie. Se ne và una pedina importante per Riccardo Riccò, ora più che mai responsabile delle sue sorti in questo Giro 2008.
Il carattere strafottente che contraddistingue il Cobra di Formiggine non lo rende certo simpatico agli occhi dei suoi colleghi, dichiaratamente scontroso nei rapporti con Contador aveva promesso che avrebbe staccato il corridore di Madrid, bè oggi lo ha fatto, ora però bisogna vedere se riuscirà a togliergli la maglia.
La possibilità c'è già da domani con la cronoscalata da San Vigilio Marebbe a Plan de Corones, 13,5 km di salita, con il secondo tratto dalle pendenze impossibile e dal fondo stradale in terra battuta. Ci sarà ancora spettacolo.
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