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Ciclismo

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Sella leggendario, ma il giro non decolla PDF Stampa E-mail
 

 La quattordicesima tappa da Verona all'Alpe di Pampeago era una delle più attese di questo Giro d'Italia, ci si aspettava molto dagli uomini di alta classifica. In realtà sono state poche le note positive di questa tappa, una di queste è la splendida azione di Emanuele Sella, el salbaneo, vicentino della Csf-Gruop.
Il corridore ha iniziato la sua azione al km 10, quando insieme ad altri dodici, si è lanciato in fuga.
Molti nomi importanti in questo tentativo che ha preso subito il largo. Bettini, Joaquim Rodriguez, Rujano, Voigt, Vandevelde sono solo alcuni dei presenti.
Il gruppo capisce che lasciare troppo spazio potrebbe risultare dannoso sia per la generale sia per chi vuole puntare alla vittoria di tappa. La Diquigiovanni prende in mano la corsa, mantenendo attorno ai 7' il vantaggio prima dell'ascesa verso Passo Manghen.
Mentre il gruppo dei favoriti si screma leggermente, rimangono circa 40 corridori in totale, davanti tra i fuggitivi Emanuele Sella, prende subito l'iniziativa, scattando quando mancano 15 km allo svalico del passo.
Un azione incredibile che lo porta a tagliare il Gpm a 2040 mslm con 2' sui compagni di fuga J. Rodriguez e Kiryenka; oltre a 10' abbondanti sul gruppo favoriti. In difficoltà Visconti, a 2' dal gruppo dei migliori.
Emanuele Sella è davvero inesauribile, mantiene il vantaggio sui diretti inseguitori, oltre a difendersi anche da il plotoncino guidato nel tratto verso l'imbocco per Pampeago, dalla Lpr.
Il vantaggio è talmente ampio che il corridore della Csf, nonostante la fatica degli ultimi km, può arrivare tranquillamente in solitario, dedicare la vittoria ed esplodere in un pianto liberatorio tutte le sue emozioni.
Emanuele Sella, sfortunatissimo in questo Giro d'Italia, si sentiva investito da una sorta di maledizione, che dalla vittoria di Cesena 2004, non gli permetteva di vincere.
La sua tenacia, la sua grinta e la sua forza hanno prevalso contro ogni superstizione, oggi è stato un eroe percorrendo in fuga più di 180 km, un impresa d'altri tempi, in una tappa dove nessuno è riuscito a fare la differenza.

Bisogna appunto parlare dei grandi campioni, coloro che sono pieni di parole al veleno verso gli avversari, quelli che dovrebbero spaccare il mondo e che invece, come dirà Gilberto Simoni al traguardo, più che un gruppo di leoni sembrano un gruppo di pecore.

E' visibile durante l'ascesa dell'Alpe di Pampeago la tensione nei volti di Riccò, Di Luca e Contador. Eppure Danilo aveva messo Spezialetti a fare l'andatura, utilizzando anche per qualche km il gragariato di Bosisio, ma al momento decisivo, quando al traguardo mancavano meno di 4 km, nessuno si è mosso.
Riccò sembrava spaesato, Piepoli ancora acciaccato, non riusciva a stare con lui. Contador saliva agile ma temporeggiava come se avesse paura a fare la prima mossa.
Così è stato ancora il vecchio Gilberto Simoni a dare la scossa alla corsa. Il suo attacco ha frantumato il gruppo, i primi a staccarsi sono stati Nibali, Piepoli e Kloden. Bruseghin sale del suo passo, senza rispondere alle offensive avversarie. Molto attivo Van Den Broeck della Silence Lotto, sempre a ruota di Simoni. Ottimo anche Franco Pellizotti. L'andatura è sostenuta ma prograssiva, non ci sono scatti degni di nota, ognuno sale alla sua andatura. Spunta fuori dal teleschermo una maglia arancione della Rabobank, è Denis Menchov, due volte vincitore della Vuelta, che stacca Simoni e guadagna qualche metro.
Un accellerazione che fa male a Danilo Di Luca e ad Alberto Contador. Il traguardo è vicino: Riccò dopo aver perso qualche metro si rifà sotto e ritorna su Pellizotti, intanto Simoni si stacca dai due. I distacchi sono ridotti tra i favoriti ma è importante segnalare che nessuno è in grado di prendere in mano la corsa e stravolgere realmente la classifica.

Visconti soffre e non riesce a difendere la maglia, giunge al traguardo con 17' dal vincitore, così Bosisio indossa la maglia rosa.

Domani ci aspettiamo una tappa sicuramente più movimentata da Arabba a Passo Fedaia, 153 km. Da affrontare Passo Pordoi, Passo San Pellegrino, San Tomaso Agordino, Passo Giau, Passo Falzarego, Passo di Fedaia.
Il nostro pronostico: Gilberto Simoni.

24-05-2008 17:53 Marco Chiucchi
Questo articolo è stato scritto il 24-05-2008 17:53. This article was favoured Nessun time. Puoi lasciare un commento. Tags: Articoli, Articoli, Sella leggendario, ma il giro non decolla. Ultimo aggiornamento il 24-05-2008 18:13
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Cos' è il ciclismo

Cos è il ciclismo? Ciclismo è vita, ciclismo è passione, ciclismo è sacrificio! Il ciclismo è uno sport molto impegnativo, che però trasmette emozioni stupende! Il ciclismo è uno sport affascinante che ha mille sfacciettature; il ciclismo esiste in varie categorie ( ciclismo da strata, ciclismo in pistoia, ciclismo amatoriale, Mountin Bike ... ), ma ciò che più conta è il senso del ciclismo! Il ciclismo, a livello agonistico, non è paragonabile ad altri sport; il ciclismo è coinvolgente, il ciclismo è passione! In una gara di ciclismo, come il Giro d'Italia, gli appassionati urlano insieme, applaudono i vari corridori, non solo il proprio campione! Il Ciclismo non è da intendere solo come sport, ma come stile di vita, anche perchè comporta molti sacrifici, che però sono ripagati.

Detta questa breve introduzione sul Ciclismo vogliamo dire che non si può sporcare uno sport così bello, il ciclismo deve essere pulito! Il ciclismo deve dare l'esempio agli altri sport, e non andare a finire come gli altri!

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