| Voigt se ne va tutto solo e vince. Bettini a secco |
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Il percorso della 18° tappa, quella odierna, è senza dubbio interessante poichè congiunge rispettivamente le città che daranno vita ai mondiali 2009, Mendrisio, e 2008, Varese.
Nel finale verrà così sperimentato il circuito di Varese su cui si terrà la prova iridata.
Molto motivato è Paolo Bettini, alla disperata ricerca del successo, sfortunato e inconcludente nelle precedenti dieciassette tappe, è deciso a sfruttare l'ultima possibilità che gli si presenta. Il profilo della tappa è favorevole alle sue caratteristiche ma i problemi di salute lo costringono comunque a vivere l'evento da spettatore.
Bettini, nonostante le sue condizioni respiratorie non ottimali, ci prova lo stesso e insieme ad altri corridori, battezza la fuga di giornata.
Sono in undici, un numero sufficiente per andare all'arrivo, l'Astana sembra fin dai primi km interessata a lasciare campo libero.
Nella testa della corsa ci sono corridori di assoluto rilievo, oltre a Bettini e al suo compagno di squadra Giovanni Visconti, sono presenti Daniele Bennati, Joaquim Rodriguez, Jens Voigt, Gabriele Bosisio, Rinaldo Nocentini, Ardila Cano, Cardenas e il giovane Spilak della Lampre.
Collaborano fino a Varese, poi la scintilla si accende quando Jens Voigt prova ad allungare ai meno 36 km dall'arrivo, le sue caratteristiche di ottimo passista gli permettono di mantenere il distacco sugli inseguitori, pochi secondi, quelli che bastano. Dietro si guardano un pò troppo, mentre Voigt a testa bassa mulina i suoi lunghi rapporti.
Guadagna 40" e a questo punto si muove Bosisio, seguito da Visconti e da Nocentini. I tre si isolano dal resto degli inseguitori e provano a rientrare, collaborano tutti all'azione. Voigt però non cede un secondo e dopo qualche km il vantaggio è invariato. Così i tre si rialzano e amministrano il distacco sui compagni di fuga rimasti attardati, cercano di salvare la gamba per giocarsi allo sprint almeno il piazzamento.
Voigt continua ad andare a tutta e aumenta il vantaggio assicurandosi la vittoria di tappa. Un successo al Giro d'Italia nel modo in cui Voigt preferisce, un azione di potenza che lascia l'amaro in bocca soprattutto a Bennati, giunto quinto all'arrivo, dopo aver regolato la volata su Bettini.
Per il tedesco Jens Voigt è il primo successo al Giro D'Italia, proprio quello che serviva per dare ancora più lustro alla sua carriera, a 36 anni il corridore della Csc dimostra ancora di avere qualche cartuccia da sparare, oggi lo ha fatto.
In seconda posizione è passato Giovanni Visconti, un pò deluso per non essersi giocato la vittoria come voleva. Non dovevano lasciar partire Voigt, un errore che poteva essere evitato. Terzo Nocentini, quarto Bosisio.
Il gruppo dei migliori arriva con 7'51" da Voigt, un vantaggio simile permette a Cardenas, corridore Barloworld presente nella fuga, di salire nelle posizioni della generale all'undicesima posizione. Il resto rimane invariato e i grandi rimandano la sfida ai prossimi giorni.
Entriamo nella parte calda della competizione con la tre giorni finale, venerdi e sabato tappe alpine, domenica la cronometro conclusiva di Milano.
Domani i corridori partiranno da Legnano e dovranno percorrere 228 km per arrivare in cima all'inedito Monte Pora, in sè non una salita durissima, 6,4 km al 6,8%; ma difficile da affrontare dopo il Passo del Vivione (19,8 km al 6,9%) e la Presolana (4,8 km all' 8,2%).
Sicuramente Contador dovrà tenere gli occhi aperti, le insidie sono sempre dietro l'angolo e Simoni in questi casi si sente chiamato in causa. Riccò potrebbe pagare d' inesperienza. Aggiungiamo l'incognita Pellizotti e la voglia di rivincita di Danilo Di Luca.
Sono molti i quesiti che domani potrebbero trovare risposta, l'ago della bilancia però sarà il piccolo Emanuele Sella, in molti si aspettano una sua azione per deporre lo spagnolo dal trono d'Italia.
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